Ex Ilva, ArcelorMittal lascia a secco anche autotrasportatori e fornitori: «Fatture non pagate, la gente non ha pià futuro»

L'Ilva di Taranto (foto Kontrolab)

Fatture non saldate e creditori che rischiano il crack. La fuga di AcerlorMittal dall’ex Ilva di Taranto rischia di avere un effetto domino anche sugli autotrasportatori di mezza Italia (sono giunti con i loro mezzi autotrasportatori calabresi, di Avellino, Napoli, Bari, Noci e Putignano). E proprio loro hanno fatto sentire oggi la loro voce riunendosi davanti alla portineria C dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, assieme alle aziende dell’indotto a cui la multinazionale che ha deciso di lasciare l’ex Ilva non ha saldato le fatture.

«Il mio conto bancario ora è in rosso di 8mila euro, pur avanzando 100mila euro dall’azienda. E’ un dramma comune a tanti altri lavoratori. Siamo disperati», spiega Erasmo, uno degli autotrasportatori in presidio. «Se non ci danno i nostri soldi – ha detto l’autotrasportatore – io devo decidere se pagare leasing, mutuo o dare da mangiare ai miei figli». Un altro lavoratore, Massimo, con 4 figli e famiglia monoreddito: «La situazione è drammatica perché se non hai la garanzia lavorativa non puoi chiedere nemmeno prestiti. Sono in attesa che qualcosa si evolva. Mia figlia doveva andare all’Università, ho un altro figlio che comincia il liceo, la più piccolina sta in asilo ed è a pagamento e il più grande è disoccupato perché qui non c’è possibilità di lavorare. Il futuro lo vedo nero». «Cosa ne sarà delle nostre famiglie?», si chiede Giuseppe, altro autotrasportatore: «Più andiamo avanti e più la situazione si aggrava. Abbiamo perso la fiducia. Dobbiamo pagare le bollette, i mutui, mantenere le nostre famiglie. I nostri governanti stanno pensando a Venezia, ma anche qui la situazione sta precipitando. Quando si avvicinano le elezioni tutti sono bravi a parlare».

Presente al presidio anche Vladimiro Pulpo, capo della sezione autotrasportatori di Confindustria: «Abbiamo 150 milioni da incassare dallo Stato e ora l’indotto avanza 60-70 milioni da A.Mittal. Se saltano questi pagamenti, e abbiamo serie preoccupazioni che possano saltare, la gente non ha più futuro. Potete costruire quello che volete, ma noi non ci saremo più, saremo saltati tutti. Oggi c’è questo presidio, domani non so questa gente esasperata cosa ha intenzione di fare». Pulpo ha quindi lanciato l’ennesimo appello al Governo affinché risolva il problema. Nonostante le fatture non saldate, gli autotrasportatori infatti non sono intenzionati a staccare la spina pur avendone tutto il diritto: «Datevi da fare e dateci delle risposte immediate e certe. Consentiamo l’approvvigionamento delle materie prime – ha aggiunto Pulpo – perché non vogliamo essere noi gli assassini dello stabilimento. Questo stabilimento è stato sul territorio una vita e speriamo che ci sia ancora. Noi vogliamo i nostri soldi, i lavoratori non ce la fanno più, a Taranto siamo in emergenza da 20 anni, c’è un’emergenza costante e qualcuno deve fare qualcosa».

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lunedì, 18 novembre 2019 - 18:12
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