‘Caro voli’ in Sicilia per Natale, scoppia la guerra sui prezzi ‘blu’: esposti in procura, Fi chiede un intervento in manovra

Taormina
Nella foto il Teatro greco della città di Taormina, uno dei simboli più famosi della Sicilia

Da un lato l’esposto alle procure di Palermo e di Catania, dall’altro la battaglia di Forza Italia in Parlamento affinché il Governo ci metta una pezza con uno speciale ‘fondo’ inserito in manovra.

A poco più di un mese di distanza dal Natale, scoppia la guerra per il ‘caro aerei’ per la Sicilia. Una guerra di cui poco si parla sui media ma che vede la mobilitazione congiunta di associazioni dei consumatori e dei politici di Forza Italia, spalleggiati da studenti e lavoratori della Trinacria che vivono al Nord ma vorrebbero rientrare a casa per le Feste senza per questo dovere affrontare spese folli. Sì, perché il punto è proprio questo: prenotando oggi un volo di andata e ritorno tra il 22 e il 27 dicembre (con partenza da una città del Nord), il biglietto può costare, a testa, anche sopra i 400 euro.

Abbiamo verificato (come riporta la schermata sottostante), utilizzando il sito eDreams.it: Abbiamo inserito (l’operazione è stata effettuata alle 17.14) come luogo di partenza Milano-Linate e come destinazione Catania. Abbiamo selezionato il viaggio di andata e ritorno, esclusivamente diretto, per una persona e premuto invio (non abbiamo inserito bagaglio in stiva, altrimenti il costo sarebbe lievitato). Il risultato, sulle tariffe più convenienti, è il seguente: EasyJet ci farà volare dalle 7.25 alle 9.20 con 380, 28 euro (tariffa intera), che scende a 326,96 nel caso in cui si disponga di eDreams Prime. Se invece sempre con EasyJet si vuole patire alle 20.10 da Milano allora la tariffa intera è di 399,66 euro. Partendo da Torino i prezzi salgono: la società BlueAir vende il biglietto a 408,76 euro; Alitalia a 368 euro. Ryanair è ancora più cara: 410, 38 euro. Una precisazione: come chiarisce un ‘altert’ che si apre durante la consultazione, questi prezzi restano ‘fermi’ per 10 minuti, perché poi sono suscettibili di cambiamento. E, di solito, il cambiamento coincide con un rialzo dei costi.

L’esposto del Codacons alle procura di Palermo e Catania
L’allarme del ‘caro prezzi’ l’aveva già lanciato qualche settimana fa il Codacons, che ha pure depositato un esposto alle procure di Palermo e Catania per valutare eventuali responsabilità dello Stato Italiano, dell’Unione Europea, della Regione Siciliana, delle autorità competenti e di tutti i possibili responsabili della mancata calmierazione dei prezzi dei biglietti aerei da e per la Sicilia. Secondo il Codacons il caro biglietti aerei «viola il diritto costituzionale dei siciliani alla libertà di movimento» e questo potrebbe portare a ipotizzare i reati di «sequestro di persona, estorsione e di altra fattispecie». «Alla luce della recente soppressione dei voli della compagnia Vueling tra la Sicilia ed il resto d’Italia – osserva il Codacons – e la conseguente rarefazione dei collegamenti aerei con l’ulteriore lievitare dei prezzi dei biglietti da parte delle due compagnie rimaste, ovvero Alitalia e Ryanair. Soprattutto durante il periodo delle prossime festività, a molti siciliani meno abbienti sarà impedito di lasciare o raggiungere l’Isola, a causa delle scandalose tariffe che superano 500 euro a tratta, considerato che il trasporto aereo e’ l’unico mezzo di collegamento di cui può servirsi un siciliano in assenza di tutte le altre infrastrutture, a iniziare dall’alta velocità ferroviaria». «Non si può far pagare un volo nazionale come fosse un volo intercontinentale – aggiunge il Codacons – perché questo significa privare i cittadini meno abbienti della libertà fisica e di locomozione, sia pure non in modo assoluto, e può configurare il delitto di sequestro di persona».

Il ricorso presentato all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato
Parallelamente all’esposto in procura, è stato depositato anche un ricorso all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato: l‘ha presentato la Cid (Centre For International Development), assistita dall’avvocato Alessandro Palmigiano. Nell’atto si chiede di verificare la sussistenza di una sorta di cartello tra alcune compagnie che avrebbero fatto lievitare i costi anche approfittando della recente soppressione dei voli da parte della compagnia Vueling. Nel ricorso viene chiesto di accertare la sussistenza di condizioni sfavorevoli per i passeggeri siciliani e di disporne «la cessazione, anche in via immediata e cautelare», adottando «le previste sanzioni nei confronti di Alitalia e Ryanair, ordinando la pubblicazione dell’emanando provvedimento in più quotidiani a diffusione nazionale».

La battaglia dei parlamentari di Forza Italia,
in campo anche Silvio Berlusconi
Sul versante politico ad abbracciare la causa del ‘caro aerei’ è stata Forza Italia, che in Parlamento vanta una nutrita rappresentanza di siciliani. Anche Silvio Berlusconi si è espresso sul tema dichiarando, domenica scorsa, che «Noi abbiamo la determinazione di portare questo tema anche all’attenzione del Parlamento Europeo affinché venga garantito in tempi brevi un equo costo dei voli aerei anche ai cittadini siciliani».
Pochi giorni fa Forza Italia ha presentato un emendamento alla manovra per «sanare il vulnus inaccettabile che si è creato nei collegamenti aerei tra la Sicilia e il continente». L’emendamento prevede un fondo di 100 milioni di euro l’anno destinati a combattere il “caro-prezzi” dei biglietti aerei da e per la Sicilia. «I prezzi sono elevatissimi specialmente da Palermo e Catania verso il Continente, a volte superano i 500 euro a tratta – ha denunciato il senatore Renato Schifani in una conferenza stampa a Palazzo Madama tenutasi il 14 novembre – Una cosa inaccettabile dovuta a un fatto oggettivo e a uno speculativo: la compagnia Vueling ha sospeso i collegamenti per la Sicilia (ce n’erano due al giorno per Palermo e altrettanti per Catania) così i passeggeri si sono spostati su Ryanair e Alitalia, che sfruttano l’assenza del terzo vettore per vessare i cittadini con prezzi insostenibili». La deputata azzurra Stefania Prestigiacomo ha mostrato gli screenshot dei prezzi proposti sul sito di Alitalia di recente: «La tratta Catania-Roma varia da 326 a 530 euro. In genere i prezzi sono tra 350 e 550 euro a tratta e a dicembre immagino saliranno ancora», ha detto. Per la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini, «è un prezzo pornografico». Da qui l’emendamento che prevede l’istituzione di un fondo da 100 milioni che la Regione dovrà utilizzare per la copertura degli oneri dei servizi aeroportuali. Spetterà sempre alla Regione inviare al Ministero dei Trasporti delle proposte operative da sottoporre alla Commissione europea al fine di individuare le rotte interessate e le misure specifiche per il riconoscimento del principio di insularità. Porteremo avanti la nostra battaglia sfidando il governo sui fatti: molte famiglie rischiano di non poter tornare a casa per festeggiare le feste natalizie. L’esecutivo dica chiaramente se vuole sostenerli oppure no. La Sicilia non può pagare ancor più di quanto già non faccia le gravissime carenze infrastrutturali», ha concluso.

E il Governo valuta una ‘tariffazione sociale’
Anche il Governo non è rimasto a guardare. Si sta infatti valutando la possibilità di introdurre in manovra un emendamento sull’introduzione di una tariffazione sociale con un emendamento del governo o parlamentare alla manovra. Per ora però non vi sono soluzione. Natale si avvicina e il costo dei biglietti continua a lievitare.

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martedì, 19 novembre 2019 - 17:38
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