Prescrizione, il Pd avverte Bonafede Ceccanti: «Se il ministro non negozia, il Governo rischia. Terreno esplosivo»


Sul tema della riforma della prescrizione, il Partito democratico sembra avere preso coraggio e, a meno di due mesi di distanza dall’entrata in vigore della riforma che bloccherà il decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, va in pressing sul ministro della Giustizia Alfonso Bonafede allo scopo di rinviare quella norma (sul numero del quotidiano digitale di oggi, disponibile su abbonamento, è stato realizzato un ampio approfondimento in merito). 

In un’intervista rilasciata a Repubblica l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando dice chiaramente che «senza un accordo su come accelerare il processo diventa inevitabile il rinvio della legge di Bonafede sulla prescrizione». Ma il punto è che i tempi sono stretti e che l’accordo dovrebbe essere non solo raggiunto ma anche trasformato in legge entro il 31 dicembre. Praticamente è una missione impossibile. E dunque senza accordo per il Pd l’entrata in vigore della riforma della prescrizione va fermata. Ma Orlando, vicepresidente nazionale del Pd, non è il solo a lanciare messaggi pubblici a Bonafede.

Anche il costituzionalista Stefano Ceccanti, capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera, ‘avverte’ il Guardasigilli e prefigura persino uno scenario di rottura dell’alleanza qualora non si giunga ad un accordo sul punto: «Il terreno più esplosivo nella maggioranza resta quello della giustizia. E’ evidente che se il ministro Bonafede insiste sulla non negoziabilità dell’entrata in vigore del blocco della prescrizione dopo il primo grado, varata a suo tempo dal precedente Governo, il Governo rischia», scrive Ceccanti sul suo blog.  «Non si può infatti chiedere al Pd – osserva Ceccanti – di avallare una scelta che urta violentemente con qualsiasi ragionevolezza e in maniera frontale con la ragionevole durata del processo sancita dall’articolo 111 della Costituzione. Sui giornali lo spiegano all’unisono Bazoli, Bordo, Giorgis e Vazio. Si spera che Bonafede capisca la gravita’ della situazione».

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giovedì, 21 Novembre 2019 - 18:12
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