Crisi della magistratura, il Centro studi Livatino: «Emerse troppe anomalie, le correnti coinvolte apparse simili ai partiti di una volta»


Il Centro studi Livatino si interroga sulla crisi della Magistratura. Il convegno annuale che si tiene venerdì 29 novembre al Senato è imperniato infatti sui ‘percorsi per ritrovare la giustizia’. il convegno, come spiegano i rappresentanti del Centro Livatino, trae spunto dal fatto che nella primavera 2019 la Magistratura italiana è stata scossa da indagini e da procedimenti disciplinari che hanno interessato componenti togati del Csm, in carica e appartenenti a precedenti Consigli, ed esponenti di vertice di significativi uffici giudiziari. «Ciò ha fatto emergere con evidenza – spiega il centro Studi – anomalie nella attribuzione dei posti direttivi, nelle progressioni in carriera, nella gestione della formazione, nel giudizio disciplinare».

«Le “correnti”, al centro di queste vicende, sono apparse simili ai partiti politici di una volta, poiché ne hanno ripreso le modalità di cooptazione degli aderenti, il loro avanzamento, il metodo spartitorio» spiega ancora. Il convegno «non intende celebrare processi paralleli, né prendere posizione pro o contro raggruppamenti interni alla magistratura, bensì contribuire all’approfondimento delle cause remote e prossime delle degenerazioni venute alla luce, nella prospettiva di individuare, in assoluta libertà di analisi, vie di soluzione». Ad intervenire saranno, tra gli altri, Giulio Prosperetti, giudice della Corte Costituzionale, Giancarlo Blangiardo, presidente dell’Istat, Carlo Guarnieri, professore Scienze Politiche e Sociali Università di Bologna e Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro studi che affronterà il tema: ‘Le riforme necessarie e possibili’.

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martedì, 26 novembre 2019 - 19:07
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