Terremoto in Albania, nuova forte scossa: stop a ricerche di vittime e sopravvissuti, drammatico il bilancio dell’apocalisse

Albania vigili
I vigili del fuoco a lavoro in Albania

A una settimana di distanza dal terremoto che ha distrutto Durazzo e Thumane, in Albania si traccia un bilancio quasi definitivo dell’apocalisse e si pongono i primi punti fermi per provare a percorrere il difficile sentiero verso la stabilizzazione. I morti accertati sono 51 e da sabato mattina sono state dichiarate terminate le ricerche di eventuali superstiti o il recupero dei copri senza vita rimasti intrappolati sotto la macerie.

L’ultima vittima – registrata sabato – è stata una ragazza di 20 anni, colpita in testa da in mattone caduto dal tetto del palazzo che stava lasciando di corsa dalla paura, dopo tre giorni in coma, non ce l’ha fatta. Nella lunga lista di chi ha perso la vita anche 6 bambini. La metà delle vittime, 26 persone, sono state sepolte dal crollo di due palazzine nella sola Thumana, località a circa 20 chilometri a nord di Tirana, mentre altre 24 sono morte in varie zone di Durazzo, dove sono crollati due alberghi sulla spiaggia, due palazzi in città e una villetta di tre piani, nella quale sono morti 8 membri della famiglia Lala, tra cui 4 bambini. Proprio a Durazzo, il sindaco eletto 4 mesi fa si è dimesso stamattina dopo le polemiche scoppiate per una sua affermazione in occasione di un’intervista rilasciata all’emittente tv albanese Top Channel. Il sindaco Valbona Sako aveva detto tra l’altro che «dobbiamo essere soddisfatti anche di 50 vittime» provocate dal sisma, probabilmente intendendo che il bilancio dei morti sarebbe potuto essere ancora più grave. Parole che l’hanno subito messa nel mirino delle critiche, nonostante lei abbia poi tentato di spiegare che la sua affermazione era stata male interpretata. «Ferita dalla grande e negativa reazione rispetto a un commento rilasciato in una situazione di uno stress che va oltre le mie forze, ho rassegnato la dimissioni dall’incarico», ha fatto sapere oggi Sako tramite un suo post su Facebook.

I feriti sono circa 2mila, mentre gli sfollati sono circa 9mila. Sullo sfondo c’è la terra che continua a tremare. Da martedì della scorsa settimana (giorno del violento sisma), sono state registrate 1376 scosse di assestamento. L’ultima avvertita questa mattina e’ stata di magnitudo di 4.3 della scala Richter.

Da una prima stima gli edifici gravemente danneggiati a Durazzo sono circa 900: poco meno di una ventina di stabili sono completamente distrutti. Ed è proprio sugli edifici che adesso si concentra la ‘seconda fase’ di intervento predisposta dal governo albanese. Bisognerà ispezionare gli edifici danneggiati, valutare il tipo di criticità esistente per capire se è possibile rendere nuovamente agibili le strutture con qualche tipo di intervento. E la priorità delle verifiche, ovviamente, abbracciati gli edifici pubblici, a cominciare dalle scuole. Per questo tipo di attività sarà a lavoro un team di 50 ingegneri strutturali, provenienti da 6 paesi diversi, giunti da alcuni giorni nelle due città albanesi colpite dal terremoto. : lo ha reso noto l’ambasciatore della delegazione europea a Tirana, Luigi Soreca. «Priorità assegnate a scuole, ospedali e infrastrutture essenziali. Questa fase durerà alcuni giorni. Tutte le aree di interesse saranno sistematicamente affrontate da team congiunti di esperti albanesi e internazionali – ha spiegato  l’ambasciatore della delegazione europea a Tirana, Luigi Soreca – Il team di protezione civile dell’UE sta lavorando a stretto contatto con le autorità locali e i donatori per consolidare la valutazione dei bisogni con la definizione delle priorità dell’assistenza in natura».

Sulla tenuta degli edifici si sta muovendo anche la procura albanese che ha aperto un’inchiesta: le indagini interesseranno da una parte la verifica dei permessi edili concessi e il rispetto da parte dei costruttori delle procedure edili, e dall’altra parte le costruzioni abusive e il mancato intervento delle autorità.

Oggi, intanto, si è riunito il Consiglio di sicurezza nazionale per fare il punto della situazione: «Abbiamo parlato di uno più stretto coordinamento tra tutte le istituzioni per fare fronte all’emergenza fino al rientro alla normalità», ha fatto sapere Meta in un post su Facebook, al termine della riunione. «E’ importante garantire le risorse locali e il dovuto sostegno internazionale per superare le gravi conseguenze di questo terribile terremoto», ha aggiunto Meta, facendo sapere che «è stato offerto il pieno sostegno alla procura per portare avanti un’inchiesta sul caso».

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lunedì, 2 dicembre 2019 - 17:00
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