Accusato di avere tentato di truffare il Fondo per le vittime di usura ed estorsione, ristoratore a processo

Tribunale

Il 28 ottobre del 2014 il suo ristorante, il ‘Cucchiaio Segreto’ di Bari, fu distrutto da un incendio. Lui, Marcello Pacucci, chiese così di potere accedere al Fondo di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura. Ma le indagini avviate per capire se quell’incendio fosse stato la conseguenza di richieste estorsive non soddisfatte (richiesta che l’uomo aveva negato) hanno fatto emergere un’altra verità. Una verità che si è trasformata in un’accusa di tentata truffa al Fondo di solidarietà per la quale il ristoratore, adesso, dovrà affrontare un processo: il gup lo ha rinviato a giudizio; il dibattimento prenderà il via a settembre 2020 dinanzi al giudice monocratico di Bari Anna Perrelli.

La condotta illecita attribuita a Pacucci non riguarda l’incendio in sé (delle cui cause non si è venuto a capo), ma riguarda il ‘piano’ orchestrato per chiedere soldi al Fondo di solidarietà. All’indomani dell’incendio e della denuncia sporta alla polizia, l’uomo, sostengono gli inquirenti, contattò due tecnici chiedendo loro esplicitamente di manomettere alcune strumentazioni. «Il punto cassa non deve funzionare. Devo avere la certezza che non funzioni», disse, ignorando di essere intercettato. E poi chiese di «mettere fuori uso il forno». Quando presentò alla prefettura i preventivi di spesa dopo avere fatto richiesta di accesso al Fondo di solidarietà, Pacucci – secondo l’accusa – inserì costi ritenuti ‘maggiorati’ di circa 4700 euro, «dal valore indebitamente rialzato, in quando basato su prodotto volontariamente resi malfunzionamenti», inducendo così «in errore la prefettura a concedere una elargizione non dovuta e comunque superiore ai danni effettivamente patiti».

I due operai incaricati della manomissione, Vito Brancale e Vincenzo Scarangelli, sono stati condannati col rito abbreviato a due mesi e 20 giorni per il reato di tentata truffa. Nelle motivazioni della sentenza di condanna nei confronti dei due operai, ill giudice palare di Vincenza molto grave» con riferimento al «potenziale danno economico, in termini di sviamento di pubbliche risorgere, che la condotta avrebbe realizzato se portata alle estreme conseguenze».

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lunedì, 9 dicembre 2019 - 17:02
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