Caso Ioia, penalisti di Napoli contro Salvini: «Costituzione calpestata, basta al diritto penale del nemico»

Toghe

Le critiche sprezzanti mosse a Pietro Ioia per la sua nomina a Garante dei detenuti; le critiche livorose che fanno leva esclusivamente sul suo passato da ex narcotrafficante ed ex detenuto come se lo status di pregiudicato sia qualcosa che si eterna nel tempo nonostante l’evidente percorso di recupero e di reinserimento nella società che nel caso di Ioia è lungo 14 anni, non fanno altro che calpestare la Costituzione.

E’ quanto scrivono in un documento congiunto la Giunta della Camera penale di Napoli (guidata dall’avvocato Ermanno Carnevale) e ‘Il carcere possibile’ (associazione presieduta dall’avvocato Anna Maria Ziccardi) a seguito delle polemiche che hanno accompagnato la nomina voluta dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Nella nota vengono anzitutto stigmatizzati i molti interventi che «si sono distinti quali echi persistenti di quella perenne propaganda, cui assistiamo purtroppo da tempo, volta ad edificare l’idea di un diritto penale del nemico. Che nella polemica urlata e nella (voluta) disinformazione trova ragione d’esistere e linfa vitale».

E c’è spazio anche per una censura delle note dichiarazioni di Matteo Salvini, che in una conferenza stampa tenuta nel carcere di Poggioreale dove la visita agli agenti della Penitenziaria ha riservato le parole più aggressive a Pietro Ioia e alla sua nomina: «Da ultimo, si è unito al coro delle voci sdegnate l’Onorevole Salvini che ha del tutto impropriamente utilizzato il pulpito del Carcere di Poggioreale non già per manifestare il proprio pensiero sulle condizioni dei detenuti ma per affermare che la nomina di Ioia quale Garante dei detenuti suscita “Vergogna e schifo”, e “grida vendetta davanti a Dio e davanti agli uomini”».

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Per gli avvocati non vi è dubbio che questo tipo di interventi non fa altro che calpestare «i diritti e i doveri» di cui Ioia ha al pari «di ogni altro cittadino» e «non già per caritatevole concessione di chicchessia, ma perché lo prevede la legge. La più importante delle nostre leggi. La Costituzione».

Ecco perché, concludono, gli avvocati «le espressioni inaccettabili» che tendono a mettere in risalto il lontano passato di Ioia e non gli ultimi 14  «contrassegnati peraltro da un grande impegno sociale proprio in favore di quanto sono ristretti nelle nostre carceri», «offendono i principi di solidarietà sociale, di uguaglianza formale e sostanziale e di finalità rieducativa della pena, pilastri di civiltà giuridica scolpiti nella nostra Carta Costituzionale – e che ben dovrebbe ricordare chi, negli alti incarichi istituzionali ricoperti, quei valori ha giurato di “osservare lealmente” – per disegnare un modello di società inclusiva, molto diversa da quella evocata dallo strepitio di queste voci».

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lunedì, 16 Dicembre 2019 - 15:13
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