Taglio parlamentari, stop alla riforma: parola ai cittadini, raggiunto il quorum per il referendum costituzionale

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Il Senato della Repubblica

La riforma del taglio dei parlamentari, che a inizio a ottobre era stata votata alla Camera quasi all’unanimità (diventando legge) e che sarebbe dovuta entrare in vigore a gennaio, si blocca ma al tempo stesso sarà sottoposta al vaglio dei cittadini italiani.

Nel primo pomeriggio di oggi 64 senatori hanno firmato per chiedere un referendum confermativo della modifica della Costituzione. La lista dei senatori che hanno sottoscritto la richiesta di referendum sarà diffusa in una conferenza stampa alla Camera, prevista alle 17.30. Ma qualche nome certo su chi ha firmato già c’è: Tommaso Nannincini (Pd) e gli azzurri Andrea Cangini e Nazario Pagano sono tra i senatori promotori del referendum. Scontata, dunque la firma. C’è poi Francesco Giacobbe, del Partito Democratico, che ha apposto la 64esima firma. «E’ una buona notizia – commenta Nannicini – perché l’ultima parola spetterà ai cittadini e potremo finalmente aprire una discussione pubblica sul tema».

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Cosa succede adesso? Accade che gli italiani dovranno decidere se confermare o meno la riforma, e in caso affermativo si procederà a modificare gli articoli 56 e 57 della Costituzione, nei quali rispettivamente viene fissato il numero di 630 deputati (12 dei quali eletti nella circoscrizione estero) e di 315 senatori (sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero). Per questo tipo di referendum non è previsto un quorum: indipendentemente dal numero di partecipanti, vince l’opzione che ha ricevuto la maggior parte dei voti. La riforma, fortemente voluta dai grillini ma appoggiata quasi all’unanimità in Parlamento, ha dato una sforbiciata al numero degli onorevoli, fissando una quota di 400 deputati e di 200 senatori.

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mercoledì, 18 Dicembre 2019 - 16:58
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