Viadotto Cerrano, il gip di Avellino vieta il passaggio di mezzi pesanti: «Pile spostate di 7 centimetri»

viadotto cerrano a14
Il viadotto Cerrano della A14

«Le stampelle con cui è stato costruito il viadotto hanno subito spostamenti tali da rendere le superfici contrapposte, in corrispondenza della mezzeria, schiacciate l’una sull’altra», mentre in «corrispondenza delle pile… sono presenti degli spostamenti in profondità dell’ordine di sette centimetri». È uno dei passaggi del documento con cui il gip di Avellino, Fabrizio Ciccone, dispone il «divieto assoluto di transito» ai mezzi pesanti sul viadotto Cerrano dell’A14, tra Pescara Nord e Pineto. Una situazione di “criticità” della struttura – accertata da un sopralluogo già nel 2018 – che ha portato alla decisione di limitarne il traffico.

Il Mit ha effettuato il primo sopralluogo nel settembre del 2018, poi nel luglio e nel novembre del 2019, cui aveva fatto seguito una riunione a fine novembre. Oggi Autostrade avrebbe dovuto consegnare al ministero una nuova relazione relativa alla struttura, per una eventuale riapertura ai mezzi pesanti su sollecitazione dei territori e della Regione Abruzzo, visto il caos che si è creato sulla viabilità ordinaria.

Nel provvedimento il giudice, citando una nota dell’Ufficio ispettivo territoriale di Roma del Mit, sottolinea che «non è ancora pervenuta all’Uit, ‘sebbene già richiesta nel 2018, la necessaria documentazione che dimostri il raggiungimento di adeguati standard di sicurezza in relazione alle criticità segnalate nel corso delle visite eseguite».

«In particolare – scrive il gip – erano stati riscontrati ammaloramenti avanzati, costituiti da ossidazione delle parti metalliche e deformazione di singoli componenti delle cerniere di taglio’, mentre il progetto di risanamento presentato da Autostrade per l’Italia al competente Ufficio del Genio civile per la prescritta autorizzazione sismica, era stato ‘oggetto di osservazioni e richiesta di chiarimenti che di fatto hanno sospeso l’iter autorizzativo in parola. Di conseguenza, anche gli interventi provvisionali ipotizzati dalla società concessionaria ‘per il tempo strettamente necessario alla disinstallazione e conseguente manutenzione delle cerniere presenti, non possono ritenersi adeguati almeno sino a quando non sarà acquisito il richiamato parere antisismico’».

Nel documento viene citata, tra l’altro, una nota che l’Ufficio ispettivo territoriale di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva inviato alla Direzione VII Tronco di Autostrade per l’Italia. Nella nota, recita il provvedimento del giudice, «si segnala ‘la presenza di un fenomeno di gravitazione che interessa i pendii in cui è ubicato il viadotto’, il quale sta creando ‘all’interno delle strutture e delle fondazioni uno stato di coazione per il quale sono state prodotte adeguate e circostanziate verifiche globali che dimostrino la capacità delmsistema strutturale di resistere’».

«Pertanto – si legge ancora – non avendo la Società Autostrade fornito ‘valutazioni documentate e rassicuranti sul raggiungimento di adeguati standard di sicurezza’, si impone necessariamente, ad avviso dell’Uit di Roma, l’applicazione di una restrizione della transitabilità dell’opera, consistente nel divieto di transito per i veicoli con massa superiore a 35 quintali in entrambe le carreggiate’, intervento di contenimento dei rischi connessi alla circolazione stradale, ‘da attuarsi fino a quando non sarà dimostrata l’ottemperanza al raggiungimento degli standard normativi’».

Nel provvedimento si legge che «alla luce delle allarmanti preoccupazioni espresse dall’Uit di Roma circa le precarie condizioni di sicurezza del viadotto è ritenuto “assolutamente necessario, per mitigare i rischi connessi al diffuso ammaloramento dell’opera, intervenire con un intervento di limitazione del carico verticale massimo che potrà transitare sul viadotto in questione. Ciò – scrive il gip di Avellino – avuto riguardo, da un lato, alle imponenti dimensioni del viadotto, alto ben 89,7 metri e con l’interferenza della sottostante presenza di una strada, dall’altro, al mancato rilascio dell’autorizzazione sismica al progetto di risanamento presentato da Autostrade per l’Italia, che non consente di ritenere adeguati ai fini della sicurezza gli interventi provvisionali di messa in sicurezza ipotizzati da Aspi in assenza della prescritta autorizzazione sismica».

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lunedì, 13 gennaio 2020 - 16:20
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