Sorrento, processo sullo stupro nel ristorante: chiesti otto anni per il titolare, sei anni per l’altra imputata

Abusi
di Roberta Miele

La richiesta di condanna è arrivata dopo una requisitoria durata oltre un’ora. Nella giornata di ieri (lunedì 13 gennaio), il pubblico ministero Emilio Prisco, ha chiesto ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata (presidente Riccardo Sena) di condannare a 8 anni e 4 mesi, oltre a 2mila euro di multa, l’imputato Mario Pepe, il titolare del noto locale di Sorrento ‘I giardini di Tassi’, e di condannare a sei anni e mezzo, nonché 800 euro di multa, Chiara Esposito. Per i pm i due sono responsabili dello stupro ai danni di una giovane donna di Piano di Sorrento all’interno del ristorante (12 novembre 2016): ad abusarne, è la conclusione della procura, fu Mario Pepe, mentre Chiara Esposito creò le condizioni per rendere inoffensiva la vittima perché drogò i suoi cocktail.

Alle conclusioni della procura si è opposto l’avvocato Francesco Cappiello, difensore di Chiara Esposito, che ha concluso per l’assoluzione della sua assistita: «Chiara – ha spiegato il legale – in quel periodo stava attraversando un momento di grande fragilità» e aveva trovato conforto in Mario Esposito. Inoltre, le circostanze alla base dell’accusa, secondo la difesa, non sono state confermate. Tra tutte, la vendita della vittima per cento euro da Esposito a Pepe. Per l’avvocato Cappiello finanche la data del fatto non è certa.

Ed anche per l’avvocato Raffaele Chiummariello, che difende l’imputato principale, l’abuso non è provato né sarebbe mai potuto avvenire perché Pepe è «impotente». Per questo, il legale ha chiesto l’assoluzione dall’accusa di stupro. L’assoluzione è stata sollecitata anche rispetto all’accusa di detenzione di stupefacenti: per la difesa si tratta di cessioni e consumazioni di gruppo a titolo gratuito, ragione per la quale l’imputato non avrebbe tratto alcun ricavo. 

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martedì, 14 gennaio 2020 - 16:48
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