Camorra, prima udienza al processo sul delitto De Bernardo: il boss Rinaldi imputato, la vittima era dei Mazzarella

Bossolo

Prima udienza, questa mattina, al processo sull’omicidio di Vincenzo De Bernardo, l’affiliato ai Mazzarella ammazzato l’11 novembre del 2015 a Somma Vesuviana. L’udienza, in corso dinanzi ai giudici della seconda sezione della Corte d’Assise di Napoli, è stata scandita dall’articolazione dei mezzi di prova. E’ stato cioè stabilito il perimetro entro il quale si muoverà il dibattimento che comincerà il prossimo messe con l’escussione dei primi testi della procura (in aula il pm della Dda Liana Esposito).

Presenti all’udienza i tre imputati (difesi dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Salvatore Impradice): il boss Ciro Rinaldi, dell’omonima cosca attiva a San Giovanni a Teduccio, era collegato in video-conferenza essendo tenuto in un carcere fuori dalla regione Campania; collegamento video anche per Luisa De Stefano, una delle cosiddette ‘pazzignane’; presente fisicamente in aula Vincenza Maione, che è detenuta in carcere a Santa Maria. Tutti e tre gli imputati rispondono di omicidio aggravato dalla premeditazione, dall’uso delle armi illegalmente detenute e dalla matrice camorristica, reato contestato in concorso con Michele Minichini  (figlio del killer Ciro Minichini, detenuto da un pezzo) e il ras di Somma Vesuviana, i quali hanno tutti optati per il rito abbreviato (il processo è in corso). Sotto processo col rito abbreviato vi è anche Stefano Gallo (di Scisciano) che risponde dell’occultamento delle pistole usate per l’agguato.

Secondo l’accusa  il delitto fu voluto sia da Esposito che da Rinaldi per ragioni diverse: Vincenzo De Bernardo, soprannominato ‘o pisello, finì nel mirino di Esposito perché, una volta rientrato sul territorio dopo una lunga detenzione, si era posto al fianco di Cristiano Piezzo, con il quale Esposito era in guerra per il controllo del territorio di Marigliano. I Rinaldi, invece, avevano in animo di uccidere De Bernardo per fare un piacere ai Sibillo di Forcella: Vincenzo De Bernardo, infatti, aveva dato rifugio a Somma Vesuviana al nipote Roberto De Bernardo, tra gli esecutori (per conto dei Buonerba) dell’omicidio del baby boss di Forcella Emanuele Sibillo. Esposito e Rinaldi, che erano comunque legati, avrebbero quindi deciso di unire le forze contro il comune nemico.

In particolare Rinaldi avrebbe indicato come esecutore materiale il suo uomo migliore, Michele Minichini, il quale – insieme a una persona non identificata – avrebbe messo a segno l’agguato. Vincenza Maione, invece, avrebbe segnalato ai killer la presenza della vittima (ruolo cucito addosso anche a Luisa De Stefano, accusata pure come mandante) ed avrebbe anche partecipato all’occultamento delle pistole usate per l’agguato. Condotta, questa, contestata anche a Stefano Gallo (residente a Scisciano) e a Luisa De Stefano.

Lo scorso 18 settembre Ciro Rinaldi, Luisa De Stefano e Vincenza Maione sono stati di condannati alla pena dell’ergastolo, all’esito del processo definitosi con la modalità del rito abbreviato, per l’agguato che portò alla morte del boss della Sanità Raffaele Cepparulo e del 19enne Ciro Colonna, vittima innocente. L’agguato si consumò in un circoletto ricreativo nel Lotto O a Ponticelli il pomeriggio del 7 giugno del 2015.

Leggi anche:
– Uccise il suocero che aveva abusato della figlia: 35enne condannato a 20 anni
– Droga dall’Olanda, dall’Albania e dalla Germania, sgominate due organizzazioni: arrestate 22 persone
– Giugliano, sequestrata un’azienda per la gestione di rifiuti nella zona Asi: trovate irregolarità. Denunciate 2 persone
– Elezioni suppletive a Napoli, Napolitano sarà il candidato del M5S: ha ottenuto 708 voti alle parlamentarie
– Scontro tra un’auto e un bus: due persone decedute e un ferito nel Grossetano
 Nuoro, 44enne ucciso davanti a un bar: in manette un 20enne accusato di omicidio
– Autostrade per l’Italia, il piano per evitare la revoca delle concessioni: 100 assunzioni e 7,5 miliardi di investimenti
– Vertice Italia-Francia, il ministro Amendola: incontro a Napoli il 27 febbraio
– Napoli, 16enne ferito a coltellate dopo una lite per futili motivi con una baby gang

venerdì, 17 gennaio 2020 - 14:21
© RIPRODUZIONE RISERVATA