Sigarette, Milano verso il “modello Usa” Sala annuncia: «Stop fumare all’aperto» Come funzionano i divieti oggi

divieto di fumo

Fumare all’aperto? Entro il 2030 a Milano potrebbe non essere più possibile. Il sindaco Giuseppe Sala è pronto a varare il ‘modello Usa’, rendendo così la vita più difficile a chi ha il vizio della sigaretta. L’annuncio è stato fatto dal primo cittadino durante l’incontro con i residenti nel quartiere Isola: il provvedimento ‘no smoking’ è inserito all’interno del Regolamento Aria-Clima che sarà discusso prossimamente dal Consiglio comunale e che dovrebbe essere approvato entro marzo. «Questa è la visione della Giunta – ha detto -, ogni proposta dovrà passare dal Consiglio comunale» e il possibile stop al fumo potrebbe essere introdotto «attraverso un’ordinanza, se viene approvato il regolamento che conterrà regole su tanti aspetti, perché il vero rischio è che si riduca» la questione ambientale «a traffico e riscaldamento, ma c’è altro» come ad esempio fuochi d’artificio o i forni a legna delle pizzerie. «Devono essere introdotti molti obblighi perché ciascuno faccia la sua parte», ha concluso Sala.

I mille divieti in Usa: non si fuma neanche se i posti di un ristorante o un pub sono all’aperto
L’obiettivo è anzitutto vietare di fumare «alle fermate dell’autobus o durante le code per i nostri servizi». Ma il divieto potrebbe anche estendersi agli spazi esterni dei locali di ristorazione o bar come accade negli Usa: qui, per chiarirci, è impossibile pensare di consumare un pasto seduti nello spazio all’aperto di un locale e poi accendersi una sigaretta. Cosa, questa, che in Italia non accade. Negli Usa i divieti sono molteplici. Prendiamo ad esempio New York: non è possibile fumare neanche davanti agli ingressi delle attività, a maggior ragione se alberghi, teatri o cinema. Ad ammonire il fumatore vi è un cartello che ti spiega che si può fumare “quindici passi” più in là dell’ingresso, ma se si considera che “ogni mezzo metro” vi è un divieto per il fumatore è impossibile sfumacchiare. Tuttavia in strada vi sono dei punti ‘free’ che sono indicati da un posacenere a colonnina, che però non sono facili da trovare. Guai, inoltre a buttare mozziconi di sigaretta in terra come invece accade in Italia: se scoperti «in flagranza» le multe sono severissime. E di fatti, camminando per New York, è quasi impossibile trovare mozziconi abbandonati sui marciapiedi, così come è difficilissimo incontrare persone che fumano mentre passeggiano. Ovviamente, il divieto di fumo è tassativo nelle piccole isole ‘verdi’ che si possono incontrare tra un palazzo e un altro: piccoli giardinetti aperti a tutti, allestiti con tanto di panchine e tavoli dove chiunque può comodamente fare una pausa. Vietato fumare, sempre, anche nelle camere degli alberghi. Maggiore libertà vi è solo a Los Angeles, dove è possibile fumare all’interno dei casinò e dove per strada è più facile incontrare turisti con la sigaretta in bocca. Ma anche qui negli spazi esterni di pertinenza dei locali è vietato fumare.

I divieti in Italia stabiliti dalla Legge, e alcuni Comuni hanno esteso il ‘no smoking’ anche ai parchi pubblici e alle spiagge
Rispetto agli Usa, i divieti in Italia sono meno stringenti. Dall’11 novembre del 1975 è divieto fumare sui mezzi di trasporto pubblico e in locali pubblici (come ospedali, cinema, teatri, musei, università e biblioteche). Nel 2003 – con la legge Sirchia (dal nome del ministro che la propose) il divieto di fumo è stato esteso anche ai luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico, gli esercizi commerciali e di ristorazione, i luoghi di svago, palestre e centri sportivi. Ai locali è tuttavia consentito creare apposite sale fumatori, che rispettino precisi requisiti, ma solo l’1% ha introdotto una sala fumatori a causa degli elevatissimi costi degli adeguamenti. Dal 2013 è vietato fumare nelle aree di pertinenza delle istituzioni scolastiche. Nel 2016 il divieto di fumo è stato esteso anche quando si è in auto, ma solo in presenza di particolari condizioni: se a bordo vi sono minori o donne incinte, la sigarette deve restare nel pacchetto. In linea generale non è vietato fumare in parchi e spiagge o stadi. Ma tuttavia esistono Comuni che hanno ampliato questo divieto ai parchi pubblici, alle spiagge, ai concerti, alle manifestazioni e ai cinema all’aperto. Quindi, occhio ai cartelli. 

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sabato, 18 gennaio 2020 - 14:43
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