Caso Gregoretti, la Lega manda a processo Salvini e la maggioranza diserta il voto: manca l’ok finale dell’Aula

Matteo Salvini (foto Kontrolab)

In seno alla Giunta per le immunità accade di tutto. Accade nel giorno della votazione per il caso Gregoretti la maggioranza diserta l’Aula e che la Lega voti il via libera alla richiesta di autorizzazione a procedere contro il suo ‘capitano’, Matteo Salvini per l’accusa di sequestro in relazione al caso della nave della Guardia Costiera ‘Gregoretti’, bloccata in mare tre giorni prima di ottenere il sì allo sbarco dei migranti salvati.

La strana giornata politica, che si è giocata tutta sul tatticismo elettorale, comincia con la decisione della maggioranza di non presentarsi in aula: Partito democratico, Movimento Cinque Stelle e Italia Viva si sono chiamate fuori dalla votazione, disertando il voto. Una decisione assunta alla luce del timore che Salvini avrebbe potuto utilizzare lo scontato sì al processo della maggioranza come motivo per infiammare la campagna elettorale. Così, con l’assenza della maggioranza, le opposizioni – che erano due in più del numero legale richiesto – hanno fatto tutto da sole. Il presidente della Giunta Maurizio Gasparri ha dunque avanzato la proposta di dire ‘no’ ai magistrati. La proposta è stata votata dai 4 fai Forza Italia e da Alberto Balboni di Fratelli d’Italia. Il ‘no’ alla proposta di Gasparri – che quindi dà il via libera ai magistrati – è stato invece votato dai 5 senatori della Lega. In caso di pareggio, il regolamento del Senato fa prevalere i ‘no’.

In mattinata, i capigruppo dei partiti di maggioranza – in una nota congiunta – aveva spiegato le ragioni della loro assenza: «Non ci presenteremo in Giunta in quanto la convocazione di oggi è frutto di gravi forzature sia del presidente Gasparri che della presidente Casellati. Non ci presenteremo anche perché non sono state accolte le richieste di approfondimenti istruttori avanzate in Giunta. Siamo contrari all’utilizzo strumentale che il centrodestra sta cercando di fare delle istituzioni».

L’ex vicepremier leghista ha atteso il voto facendo un comizio in diretta via social a San Giovanni Persiceto (Bo) via social. «Vado in tribunale a testa alta a nome del popolo italiano. Se mi arrestano, devono trovare un carcere bello grande per tenerci dentro tutti». La piazza ha esultato al grido di «Matteo, Matteo». In mattinata Salvini citando Guareschi aveva detto: «Per la libertà sono pronto alla prigione».

Con la votazione, Matteo Salvini però non finirà automaticamente a processo. Sul caso adesso deve esprimere l’Aula del Senato: l’appuntamento è per metà febbraio, la data sarà decisa dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Il voto dell’Assemblea potrebbe per non servire: secondo il Regolamento di Palazzo Madama, l’Assemblea prende semplicemente atto delle decisioni della Giunta, a patto che 20 senatori non presentino una mozione di segno opposto che a quel punto dovrebbe essere votata.

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lunedì, 20 gennaio 2020 - 19:42
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