‘Fabbrica’ dei roghi velenosi sequestrata a Castel Volturno: rifiuti accatastati e poi bruciati

terra dei fuochi
I rifiuti depositati nei pressi del capannone sequestrato

Una lotta quotidiana contro gli abusi ambientali. Istituzionalmente si chiama ‘Action day’, nella pratica è l’attività costante delle forze dell’ordine per scoprire e fermare quegli illeciti e crimini che devastano territori già martoriati, ormai bollati come ‘Terra dei fuochi’. L’ultimo sequestro, a Castel Volturno, ha riguardato un capannone industriale di 800 metri quadrati in cui venivano bruciati – secondo quanto emerso – i rifiuti derivanti dagli scarti di lavorazione di attività illecite. Una vera e propria ‘fabbrica dei veleni’, cui le forze dell’ordine hanno apposto i sigilli.

Ma l’operazione non si è fermata a Castel Volturno, perché ha riguardato anche altre località, tra cui Mondragone, Qualiano, Mugnano di Napoli, Cicciano e Recale. L’attività è stata disposta dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio.

In campo 26 equipaggi, per un totale di  56 unità appartenenti al Raggruppamento Campania dell’Esercito Italiano, al Commissariato Polizia di Stato di Mondragone, ai Carabinieri della Compagnia di Mondragone, ai Carabinieri Forestale della Stazione di Castel Volturno, alla Compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone, al Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, alla Polizia Provinciale di Caserta, alle Polizie Municipali  dei Comuni interessati, nonché al personale di SMA Campania e dell’ARPAC di Caserta.

Nove attività imprenditoriali e commerciali controllate, di cui 6 sequestrate; 11 persone identificate, di cui 8 denunciate e 2 lavoratori in nero; 41 veicoli sequestrati; oltre 30 mila euro di sanzioni comminate; 3 nuovi siti di sversamento di rifiuti individuati.

Gestione e smaltimento illecito dei rifiuti e degli scarti delle lavorazioni nonché esercizio abusivo della professione i reati contestati. In particolare, a Castel Volturno sono stati sequestrati un capannone industriale utilizzato per lo stoccaggio e la lavorazione illecita di rifiuti pericolosi e un’area ad esso adiacente adibita a deposito abusivo di rottami (materiali ferrosi quali motori di autoveicoli, cavi di rame, radiatori, componenti meccaniche di elettrodomestici, pneumatici e scarti di plastica si trovavano, senza alcuna misura di sicurezza, accanto a materiale estremamente infiammabile quale 16 bombole di acetilene). Negli impianti – afferma una nota della Prefettura sui risultati dell’operazione – venivano normalmente bruciati rifiuti pericolosi. Sequestrati anche un’autogru-ragno utilizzata per la movimentazione dei rifiuti e attrezzature varie impiegate per la lavorazione degli scarti. Il titolare con due dipendenti in nero sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria.

Sempre a Castel Volturno è stata sequestrata un’area adibita ad attività di autodemolizioni abusive su cui erano depositati, parte sul nudo terreno, 30 veicoli e un’ingente quantità di rottami, batterie, parti di ricambio e pneumatici venduti illecitamente e senza  alcuna autorizzazione, con grave pregiudizio ambientale.

Nel Comune di Mondragone è stata sequestrata un’officina meccanica abusiva e priva degli appositi registri necessari alla tracciabilità dei rifiuti speciali; inoltre un gommista e un fabbro sono stati sanzionati per la mancata compilazione della documentazione attestante il regolare smaltimento di pneumatici e dei materiali di risulta. A Mugnano di Napoli infine sono stati sequestrati un tomaificio e due officine per gestione e smaltimento illecito di rifiuti e per esercizio abusivo della professione.

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giovedì, 23 Gennaio 2020 - 18:16
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