Carabinieri infedeli, gli insulti al pentito: «Ha fatto l’infame, la faccia verde…gli dovevano dare una botta in fronte»

La procura di Napoli
di Bianca Bianco

«Lamino ha fatto da infame proprio…la faccia verde proprio». Il Lamino citato in questo stralcio di conversazione è Claudio Lamino, pentito del clan Puca di Sant’Antimo considerato perno, con le sue dichiarazioni, dell’inchiesta sui carabinieri infedeli della tenenza di Sant’Antimo. Chi parla non è un camorrista ma un carabiniere, il maresciallo Michele Mancuso, che si rivolge al collega Vincenzo Di Marino. Toni rabbiosi contro un collaboratore di giustizia che dovrebbero sentire dalla loro ‘parte’. E invece no, per i due militari Lamino è un «infame».

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Di Marino, scrivono gli inquirenti, concorda col collega e precisa che l’aggettivo ‘infame’ se lo era guadagnato anche perché prima dell’arresto nel 2017 e prima del pentimento aveva contatti con i carabinieri di Castello di Cisterna («Ma quello si vedeva che era infame, non lo vedevi, ogni cosa, vado a Castello di Cisterna. Ma dove vai…»).

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La decisione di Lamino di collaborare per i due militari è una sventura che si sarebbe potuta evitare con la sua morte in un attentato che invece fallì nel 2016: «…l’ultima volta che ci avemmo a che fare è quando gli spararono nella scarpa là, ebbe pure culo che…ebbe pure culo che lo presero sotto il tacco, almeno gliela davano una botta in fronte».

«Quello all’epoca ce lo disse – continua Mancuso ‘ascoltato’ dai colleghi carabinieri che hanno messo sotto intercettazione ambientale l’auto – …qua…là…ce la tenete con me. Io glielo dissi, ma chi cazzo ti ha mai cagato in mezzo alla strada? Io da quando sto qua due volte ti ho fermato, la prima volta stavi con tua moglie e tua figlia ed erano le tre e mezza di notte e per rispetto che ci stavano le femmine nella macchina ti ho detto va bè tutto a posto, vi ho conosciuto e vi ho mandato…». «Questa è la seconda volta… – continua Mancuso – adesso ti brucia il culo? …”eh vado a Castello”…E vai a Castello di Cisterna, ci dissi…».

Il tono usato non sembra quello di un appartenente alle forze dell’ordine che dovrebbe proteggere chi collabora. Tutt’altro. Mancuso racconta anche dell’agguato che Lamino subì nel 2016 e ricorda di averglielo rinfacciato: « …e dici pure di quando ti hanno sparato (ai carabinieri di Castello di Cisterna ndr), è successo alle 7 e sei venuto alle 13,30…Prima sei andato ad appararti e poi sei venuto a fare la denuncia…cosa cazzo vuoi…vai a Castello di Cisterna e devi dire la verità però se tieni le palle…se sei uomo».

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martedì, 28 gennaio 2020 - 11:48
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