Coronavirus, gli italiani di Wuhan sono tornati: uno solo è rimasto in Cina perché ha la febbre

Ospedale
Una corsia d'ospedale

E’ atterrato all’aeroporto militare di Pratica di Mare l’aereo con la sessantina di italiani che hanno lasciato Wuhan a causa del coronavirus. Lo scrive l’Ansa. Dopo i controlli medici che saranno effettuati sul posto, i nostri connazionali saranno portati al campus olimpico della Cecchignola dove verranno sottoposti ad un periodo di quarantena per due settimane, il tempo massimo di incubazione del virus.

In piena notte, l’aereo con gli italiani bloccati è partito dalla città focolaio dell’epidemia con il volo dell’Unità di Crisi della Farnesina. Sono 56, secondo quanto si è appreso: uno dei connazionali che sarebbero dovuti tornare in Italia, infatti, è invece rimasto a Wuhan perché ha la febbre. L’uomo non è stato fatto imbarcare perché – spiegano fonti diplomatiche – i protocolli sanitari internazionali vietino di salire a bordo a chi mostra sintomi che potrebbero essere riconducibili al coronavirus, per la tutela degli altri passeggeri. Il connazionale è seguito attentamente da personale medico, dell’ambasciata e del ministero degli Esteri cinese. L’Unità di crisi della Farnesina è in stretto contatto con la famiglia.

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La Cina ha registrato 57 nuovi decessi nel conteggio della sola giornata di ieri, portando il totale a quota 361: gli ultimi aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale (Nhc) hanno inoltre segnalato 2.296 nuovi contagi accertati, per 17.205 casi complessivi. Mentre i casi sospetti sono cresciuti a 21.558 e le guarigioni a quota 475. I 361 morti, annunciati oggi dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc), hanno superato i decessi della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) che nel 2002-03 ne fece 349, secondo i numeri ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Allo stato, i contagi totali del coronavirus sono 17.205, più del triplo dei 5.327 della Sars.

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lunedì, 3 Febbraio 2020 - 11:20
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