Reati, il bilancio in chiaroscuro del pg Luigi Riello: non arretra la camorra, è allarme femminicidi

Luigi Riello, procuratore generale di Napoli (foto Kontrolab)
di Bianca Bianco

Una sensibile diminuzione dei reati comuni nel territorio del distretto giudiziario. Il dato, afferma il procuratore generale Luigi Riello, è un segnale della «efficacia della risposta giudiziaria» ai fenomeni criminali nonostante le criticità in cui la giustizia, in Campania, è costretta od operare. Parlano i numeri. I furti, le ricettazioni, lo sfruttamento della prostituzione, il contrabbando, le lesioni personali sono calati. Uniche eccezioni sono i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso (a Napoli si è passati dai 27 casi del 2018 ai 53 del 2019, a Caserta da 2 a 6, ad Avellino da un caso a 3), gli incendi (da 30 a 55), i reati in materia di droga (da 86 a 110), il riciclaggio (da 6 a 7) in provincia di Benevento, la contraffazione in provincia di Caserta (da 47 a 85 casi).

La violenza contro le donne
Un capitolo a parte, alla luce anche della escalation dei femminicidi in Italia, riguarda gli omicidi ed i tentati omicidi in danno di donne. E’ un bilancio a tinte fosche, quello dei crimini contro il gentil sesso, stando alle statistiche delle Procure della Repubblica del distretto tra il luglio del 2018 ed il giugno del 2019. In questo lasso di tempo a Napoli, per citare l’esempio più eclatante, la Procura della Repubblica ha iscritto 241 procedimenti per omicidio ed in nove casi le vittime erano donne; 77 i procedimenti per tentato omicidio, dei quali sette contro donne. Numeri simili per la Procura di Napoli Nord: di 14 procedimenti per omicidio, in due casi il bersaglio della violenza è stata una donna, su 30 tentati omicidi le donne vittime sono state 6. Una piaga, come definirla altrimenti, contro cui si cerca di arginare un muro di attenzione e sensibilità, afferma Riello, grazie ali una serie di iniziative come gli «sportelli cui le donne e le vittime vulnerabili in genere possono trovare ascolto e risposte e nella formazione di personale di polizia giudiziaria adeguatamente specializzato in tale delicata materia».

La camorra
La lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, messa in campo dalle forze dell’ordine, ha trovato nel corso dell’ultimo anno giudiziario uno sbocco positivo nel numero di ordinanze cautelari emesse. Anche in questo caso, a parlare sono i freddi numeri, testimoni concreti dello sforzo delle Procure per arginare l’offensiva della malavita: 1116 indagati, con una percentuale di accoglimento delle richieste di misure del 74,60%. E nel 92,47% il Tribunale del Riesame ha confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza. Stessi risultati positivi per l’aggressione dei patrimoni dei clan: sono stati emessi 19 provvedimenti di sequestro di beni per un valore complessivo di 201,5 milioni di euro.

Le Procure
Al lavoro delle procure campane e dei magistrati Luigi Riello riserva il proprio plauso per i risultati raggiunti nonostante lavorino «tra pesanti difficoltà» come la carenza di organico a Napoli Nord, citata spesso ad esempio dei disagi subiti dagli operatori della giustizia in Campania. Un ‘presidio’ di giustizia che nonostante tutto è riuscito a dare risposte importanti per esempio in tema di smaltimento rifiuti, sottoscrivendo anche un protocollo d’intesa con l’Istituto superiore della Sanità per fronteggiare l’emergenza ambientale che su quel territorio (38 Comuni spalmati su 426 chilometri quadrati) si traduce in 2767 siti di smaltimento controllato ed abusivo di rifiuti anche pericolosi. Un ruolo decisivo lo rivestono, rimarca Riello, anche le Procure più periferiche come Santa Maria Capua Vetere per il lavoro sui reati contro la pubblica amministrazione; Avellino, per le indagini sull’inquinamento dei fiumi Cavaiola e Solofrana e sugli incendi dolosi; Nola, in prima linea nel contrasto alla criminalità economico- finanziaria; Torre Annunziata e Benevento, per le indagini contro lo spaccio di droga e l’inquinamento ambientale.

La baby gang
Lo spaccato sulla violenza minorile, afferma Riello, è «preoccupante». «La popolazione giovanile – dichiara il procuratore generale – negli ultimi anni appare non marginalmente compromessa, come riferisce il Procuratore minorile, con significativi arruolamenti nelle fila del crimine organizzato». I reati compiuti da ragazzini sono calati nel 2019 (circa 60 in meno), ma resta altissima l’attenzione su ambiente e protagonisti: giovanissimi spesso provenienti da «famiglie frantumate e contesti altamente disagiati» e che i servizi sociali cercano di seguire nonostante carenze o, in alcune parti del distretto, la loro completa assenza e riduzione.

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lunedì, 3 Febbraio 2020 - 09:50
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