Regionali, centrodestra diviso sul bis di Caldoro: Carfagna silura l’ex presidente, Salvini vuole un suo candidato

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L'onorevole Mara Carfagna

De Luca- Caldoro? No, grazie. Il centrodestra campano non si compatta intorno alla figura dell’ex governatore, la cui candidatura alla guida della Regione, proposta con grande forza dallo stesso Silvio Berlusconi, costituisce ancora oggi, a pochi mesi dalle votazioni, un motivo di divisione e dissenso. Non va giù, soprattutto tra le prime file della coalizione, l’accelerata del leader di Forza Italia che già da mesi ha voluto piazzare la bandierina forzista sulla Campania, ignorando volutamente le richieste di confronto che provengono non solo dagli alleati Lega e Fratelli d’Italia, ma anche dai maggiori referenti sul territorio del partito ‘azzurro’.

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E’ di ieri l’esternazione di Mara Carfagna, vice presidente della Camera che a dicembre ha presentato il suo movimento ‘Voce Libera’. Una dichiarazione che è partita come un siluro sulla candidatura del compagno di partito, per il quale si sprecano complimenti ma che non tutti vogliono nuovamente della partita dopo l’esperienza sullo scranno più alto di Palazzo Santa Lucia (eletto nel 2010) e dopo la bocciatura elettorale nella successiva legislatura (nel 2014 fu battuto proprio da Vincenzo De Luca).

«Credo che bisogna uscire dal vecchio schema De Luca-Caldoro, sarebbe la terza volta che noi proponiamo agli elettori il match De Luca-Caldoro – ha affermato Carfagna –  Si potrebbe avanzare una candidatura più forte, più popolare. E’ chiaro che più passa il tempo più è difficile che questo accada».

«Credo – ha aggiunto – che anzitutto bisogna privilegiare il valore dell’unità della nostra coalizione. Gli alleati mostrano qualche perplessità riguardo al candidato espresso da Forza Italia, perplessità che anche io avevo avanzato, se non altro perché è una candidatura che gli elettori avevano già sperimentato e si sono già espressi, una volta – conclude – con successo e una senza successo».

E appare poco incisivo, alla luce di questa sonora bocciatura da parte di una delle politiche più in vista di Forza Italia, l’endorsement di Antonio Tajani che proprio ieri ha provato a blindare la candidatura dell’ex socialista. Al fianco della Carfagna, infatti, in un ideale asse anti-caldoriano c’è il leader della Lega Matteo Salvini. I salviniani vogliono lanciare l’Opa sulla Campania, seguendo il filo della ‘spartizione’ delle Regioni. Se in Puglia va candidato Raffaele Fitto di Fratelli d’Italia ed in Calabria ha vinto la forzista Jole Santelli, l’ultimo tassello – la Campania – spetterebbe proprio alla Lega che dovrebbe scegliere una candidatura ‘popolare’ (tra i papabili, il rettore dell’università di Fisciano Aurelio Tommasetti).

I giochi sono tutti qua. La coalizione di centrodestra vuole una scelta condivisa ma soprattutto una divisione equa delle candidature per le Regionali. Il nome di Caldoro è per tutti rispettabile, l’uomo politico non è in discussione e tutti si sperticano in lodi sulla sua gestione ai tempi della presidenza. Ma rappresenta qualcosa di superato – lamentano gli alleati di Berlusconi e non solo – ed un personaggio non dirompente che finirebbe per rendere tiepida la campagna elettorale della destra in una regione molto importante.

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martedì, 4 Febbraio 2020 - 08:56
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