Il Milleproroghe dopo gli emendamenti: provvedimenti su imprese in crisi, concessioni, assicurazione auto

La Camera dei Deputati

Decreto Milleproroghe in aula venerdì. Dopo i contrasti su prescrizione e concessioni autostradali, che hanno rallentato l’iter per l’approvazione, l’obiettivo del Governo è portare in aula a Montecitorio il pacchetto di misure su cui verrà poi posta la fiducia. Per quanto riguarda il contenuto, soprattutto quello che viene fuori dopo l’approvazione di una serie di emendamenti, vediamo nel dettaglio alcuni dei provvedimenti inseriti.

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Lavoro
In primis, gli interventi a sostegno del reddito per i lavoratori di imprese in crisi: prorogata la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori dell’ex Ilva grazie ad uno stanziamento da 19 milioni di euro per il 2020, e un intervento è stato previsto anche per i lavoratori dei call center con una integrazione delle indennità pari a 20 milioni di euro per il 2020. Per le aree di crisi industriale di Campania e Veneto è stata prevista la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori delle imprese che vi operano e la mobilità in deroga per le aree Venezia-Porto Marghera e altre zone della Campania.

Assicurazione auto familiare
Molto complicato si sta invece rivelando il percorso della Rc auto familiare. Questo emendamento dovrà ancora essere esaminato nelle prossime ore, sulla carta entra in vigore tra qualche giorno (il 16 febbraio) ma una serie di emendamenti chiede che slitti ad aprile o a giugno; in base ad un emendamento si chiede inoltre che venga aggiunta la penalità per chi, dopo avere aderito alla Rc familiare provochi incidenti stradali.

Concessioni Autostrade
Capitolo importante, oltre a quello sulla prescrizione appena (quasi) archiviato, riguarda le concessioni autostradali dove pure la maggioranza è divisa; sul punto sono stati presentati emendamenti all’articolo del Milleproroghe che attribuisce all’Anas la gestione dei tratti stradali in caso di revoca delle concessioni ad Autostrade: norma che Italia Viva vuole cancellare e gli alleati confermare.

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Lavori pubblici
Fra le proposte approvate, quella che ripristina parte delle norme sulla trasparenza sugli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione che a dicembre erano state cancellate nonostante le critiche dell’Anac; approvata anche la proposta che concede ai concessionari di lavori o servizi pubblici più tempo per adeguarsi alle nuove norme del Codice appalti che li obbliga a bandire gare per  l’80% dei contratti che superino la soglia dell’affidamento diretto, cioè 150 mila euro.

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giovedì, 13 febbraio 2020 - 08:56
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