Milleproroghe, il decreto legge diventa ‘monstre’: da 166 a 434 commi. Testo rinviato in Commissione per tre ore

La Camera dei Deputati

Il decreto legge Milleproroghe diventa un caso da statistica nella storia parlamentare italiana: durante il suo esame in commissione Bilancio e Affari costituzionali è infatti lievitato dagli iniziali 166 commi ai 434 finali. Emerge da un esame del testo all’esame dell’Aula della Camera. Il testo del decreto licenziato dal Consiglio dei ministri aveva 43 articoli, a loro volta declinati in complessivi 166 commi. Negli articoli iniziali sono stati inseriti – a suon di emendamenti – nuovi 151 commi.

Ma le Commissioni non si sono accontentate nel raddoppiare il peso dei articoli iniziali. Ne hanno aggiunti, infatti, altri 38, a loro volta articolati in 117 commi. Il tutto senza computare le lettere aggiuntive ai singoli commi portando dunque i 166 commi alla cifra “monstre” di 434. La riforma della contabilità pubblica del 2017 che ha trasformato la legge di Stabilità nella Legge di Bilancio, ha rafforzato il divieto – già vigente – di inserire norme localistiche o microsettoriali. Quest’anno il Milleproroghe non conteneva solo semplici proroghe ma diversi articoli con contenuti normativi o di spesa, cosa che ha aperto la strada all’ammissione di emendamenti di questo tipo, compresi quelli a carattere localistico o microsettoriale, che hanno predominato tra i mille emendamenti presentati. Molti dei quali approvati con voto bipartisan.

L’esame del testo nella giornata di oggi è stato piuttosto faticoso, con numerose richieste di rinvio. Poco prima delle 6 di oggi pomeriggio, l’Aula della Camera ha dato il via libera al rinvio in commissione per tre ore del dl Milleproroghe, chiesto dal presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio Giuseppe Brescia, per consentire l’esame in quella sede di alcuni emendamenti. La seduta dell’Assemblea riprenderà alle 20.45.

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lunedì, 17 febbraio 2020 - 18:22
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