‘Sistema Saguto’, l’affondo dei pm: «Condannate a 15 anni l’ex giudice. Tra gli imputati c’è chi dovrà vergognarsi a vita»

L'ex giudice di Palermo Silvana Saguto

«Dalle intercettazioni emerge un quadro desolante: ci sono pubblici ufficiali che hanno tradito la loro funzione per interessi privati. Non so come finirà, magari Nicola Santangelo e Carmelo Provenzano verranno assolti, ma per questa vicenda dovranno vergognarsi a vita: i due, con una lettera, decisero di trasferire a Castellammare del Golfo un ragazzo che lavorava alla Motor oil di Caltanissetta, Andrea Repoli, mandando a 250 chilometri di distanza un giovane che percepiva 800 euro al mese. Lo scopo era quello di metterlo con le spalle al muro e poi licenziarlo per giusta causa. Allo stesso tempo fu revocato il contratto d’appalto al fratello di Repoli, Francesco».

Il pm Maurizio Bonaccorso chiude con queste parole la lunga requisitoria, che ha ‘occupato’ tre udienze, prima di snocciolare le pesanti richieste di condanne al processo sul cosiddetto ‘sistema Saguto’, una rete di assunzioni, trasferimenti e piaceri che ruotava attorno alla gestione dei beni sequestrati a indagati per mafia e alla figura dell’ormai ex giudice Silvana Saguto, all’epoca dei fatti presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

Leggi anche / ‘Sistema Saguto’, il pm alza il tiro: «Inchiesta per falsa testimonianza contro altri magistrati e avvocati»

E’ proprio nei confronti di Silvana Saguto, radiata dalla magistratura su disposizione del Consiglio superiore della magistratura ben prima che l’inchiesta giungesse alla definizione processuale, che i pubblici ministeri Maurizio Bonaccordo e Claudia Pasciuti – alla presenza in aula del procuratore capo Amedeo Bertone – avanzano la richiesta di condanna più severa: proposti 15 anni e 10 mesi e l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni.

I pm hanno chiesto, inoltre, la condanna a 12 anni e 3 mesi per uno dei principali imputati, l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, amministratore giudiziario. Nove anni e 10 mesi per l’ingegner Lorenzo Caramma, marito di Silvana Saguto; 11 anni e 10 mesi per il professor Carmelo Provenzano; 6 anni per l’ex prefetto Francesca Cannizzo; 2 anni e 6 mesi per l’ex giudice della sezione misure di prevenzione Lorenzo Chiaramonte; 10 anni e 11 mesi per l’amministratore giudiziario Roberto Nicola Santangelo; 2 anni per l’amministratore giudiziario Walter Virga; 6 mesi per Emanuele Caramma, figlio della Saguto; 4 anni e 4 mesi per il docente universitario Roberto Di Maria; 5 anni per Maria Ingrao, moglie del professor Provenzano; 4 anni e 6 mesi per Calogera Manta, cognata di Provenzano; 8 anni e 1 mese per il colonnello della Dia Rosolino Nasca. Il pm Bonaccorso ha chiesto, inoltre, che a nessuno degli imputati vengano concesse le attenuanti generiche perché «siamo in presenza di fatti di una gravità inaudita». 

Chiesta l’assoluzione per Vittorio Pietro Saguto, padre dell’ex magistrato e per l’amministratore giudiziario Gabriele Aulo Gigante.

Leggi anche:
– 
Concorsi e nomine pilotate nella sanità lucana, rinviati a giudizio l’ex governatore Pittella (Pd) e altri 21 imputati
– Uccise la moglie con un colpo di pistola, la Cassazione chiude il processo: ergastolo confermato a Carmine D’Aponte
– Omicidio Bottone, arrestato uomo dei Sequino. Il pentito sopravvissuto: «Ucciso davanti a un ragazzino di 12 anni»
– Napoli, svuotavano i conti di clienti in fin di vita: 2 persone arrestate e 15 indagati
– Napoli, crac pilotato dietro il ‘Gran Bar Riviera’. Il gip: «Schema truffaldino messo in piedi da commercialista e imprenditori»
– Caso Aurora Grazini, c’è un primo indagato: medico accusato di omicidio colposo – Elezioni, il nome di Costa spacca i grillini. Brambilla: «Se è lui la scelta, seguito metodo antidemocratico»
– Consip, il gip impone ai pm di indagare Denis Verdini e di fare altre verifiche su Tiziano Renzi e Luca Lotti

mercoledì, 19 Febbraio 2020 - 16:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA