Coronavirus in Campania, De Luca alle famiglie: «Dal primo marzo scuole aperte, se prevale il panico l’Italia si fa male»

Scuola

«Abbiamo il dovere di non paralizzare l’Italia e di mettere in movimento l’economia. Ecco perché in assenza di ragioni scientifiche vincolanti, bisogna continuare a lavorare e le scuole resteranno aperte».

Dopo l’annuncio di 13 casi positivi al Coronavirus in Campania, di cui 9 nella sola città di Napoli, il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca prova a dettare la linea di comportamento in un momento di particolare preoccupazione sociale e cerca di tranquillizzare le famiglie che sui social invocano la chiusura delle scuole per tutelare i propri figli dal rischio contagio.

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«Se tieni aperti uffici, tribunali, facciamo un incontro di calcio al San Paolo, diventa ridicolo bloccare le attività formative – dice De Luca – Un conto sono i comuni sotto quarantene, un altro sono i territorio dove non c’è emergenza sanitaria». E, allora, «dal primo marzo si torna scuola». Anche perché «chiudere le scuole significa che prima o poi salta un intero anno scolastico».

Dunque, si torna tra i banchi e si riprende a lavorare. Senza però dimenticare «la prudenza» e «mantenendo un senso di responsabilità verso se stessi e la comunità». «Gli uffici devono rimanere aperti – incalza deciso De Luca – I concorsi continueranno ad essere espletati. La vita va avanti».

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E si deve andare avanti soprattuto per non affossare economicamente un paese e una regione già in difficoltà. «Se dovesse prevalere un atteggiamento di panico, l’Italia si fa male. Si fa male sul serio. L’obiettivo è affrontare positivamente il problema sanitario ma non fare morire l’economia del nostro paese. Altrimenti aggiungeremo al problema sanitario il problema sociale e occupazionale. Ebbene, dobbiamo essere tutti responsabili del destino dell’Italia per la sua piccola parte».

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Quindi De Luca si rivolge ai sindaci e li invita a mostrare fermezza anche se la popolazione non dovesse approvare «Parliamoci con grande chiarezza. I sindaci possono adottare due tipi di comportamento completamente diversi: il comportamento opportunistico, ossia blocchiamo tutti e stiamo tranquilli. Oppure il comportamento responsabile di chi si sente parte dello Stato e delle istituzioni ed ha il coraggio di assumersi anche delle responsabilità».

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sabato, 29 Febbraio 2020 - 17:25
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