Napoli, la guerra nella Cisl Campania scoppia in Tribunale. L’ex segretaria Lucci imputata: «Violenza ai miei danni»

Tribunale

La guerra interna alla Cisl Campania si sposta in aula di Tribunale. E parte con un’udienza di fuoco. Ieri mattina, dinanzi al giudice monocratico Alessandra Lotti del Tribunale di Napoli, ha preso il via il dibattimento che vede imputate Lina Lucci, all’epoca dei fatti contestati (siamo tra il 2015 e il 2016) segretario generale della Cisl Campania, e la sua collaboratrice Carmela Costagliola, che all’epoca era segretario con delega amministrativa. Alla Lucci viene contestata un’appropriazione indebita per un importo di circa 77mila euro, accusa contestata a seguito della presentazione in procura di un dossier confezionato dal dirigente nazionale Cisl Piero Ragazzini, che all’epoca dei fatti fu nominato commissario del sindacato in Campania in sostituzione di Lina Lucci. Carmela Costagliola, invece, è accusata di un falso smarrimento di documentazione contabile.

L’udienza è stata scandita dalle dichiarazioni spontanee rese da Lina Lucci, difesa dagli avvocati Alfonso Maria Stile e Giro Sepe. Dichiarazioni di fuoco. «Il comportamento della Cisl Campania è inaccettabile. Si sta consumando una violenza vera e propria ai miei danni. ora dico il perché e al momento opportuno lo dimostrerò», tuona Lina Licci. Che poi attacca a testa bassa i vertici della Cisl e Ragazzini: «Non posso tollerare che questa è al seconda volta che Ragazzini non si presenta: Che fa? Non verrà mai? Sono tre anni che aspetto il confronto in questa sede. Chiedo un confronto pubblico con Ragazzini e Furlan». Furlan è Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl. Ragazzini e Furlan sono stati convocati per l’udienza di giugno, data in cui si sono stati citati come testimoni anche altri vertici della Cisl: Raffaele Buonanni e Gianpiero Tipaldi.

Ultima nota: nell’udienza di ieri, la Cisl ha ritirato la querela presenta nei confronti di Salvatore Denza, il responsabile della contabilità del sindacato che era chiamato a rispondere di una presentazione appropriazione indebita per un importo di 177mila euro. Denza, difeso dall’avvocato Gennaro Pecoraro, esce così dal processo. Una circostanza che ha fatto infuriare la Lucci: «Denza non è una persona qualunque – ha affermato la Lucci – ma quella che ha costruito un dossier che mi riguarda e fatto la videoregistrazione abusiva per un anno negli ambienti dove lavoravo. Decidere di non presentare più querela contro Senza è un fatto grave che priva questo processo di un confronto anche con Denza».

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sabato, 29 Febbraio 2020 - 12:24
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