Coronavirus, per gli italiani viaggiare all’estero è un’impresa: voli cancellati, frontiere chiuse e quarantena | La mappa


Tagliati fuori. Isolati. E tutto perché catalogati come Paese a rischio dopo i casi di contagio da Coronavirus che sfondano quota duemila. Mentre c’è da rincorrere la crisi economica che morde le imprese di tutta Italia, il Governo è chiamato a fare i conti con l’isolamento in cui l’Italia è sprofondata a causa della decisione di numerosi stati esteri di chiudere le porte agli italiani o di proibire viaggi nel nostro Paese. E, ad aumentare la rabbia, adesso ci pensano anche le decisioni di alcune compagnie aeree, che hanno deciso di sospendere o di ridurre i voli verso l’Italia. Tutte scelte che assottigliano il flusso dei turisti e, inevitabilmente, si ripercuotono su un’economia già in fortissima sofferenza.

Raggiungere New York sarà più complicato, almeno sino al primo maggio. La Delta Airline ha sospeso tutti i voli diretti tutti da Milano a New York sino al primo maggio. Anche American Airlines sospeso sino al 24 aprile tutti i voli da e per Milano, dall’aeroporto Jfk di New York e da quello di Miami.

Impossibile raggiungere la Turchia: il Governo turco ha sospeso tutti i collegamenti con l’Italia sino a tempo indeterminato.

Anche la Repubblica Dominicana ha sospeso per 30 giorni quattro voli settimanali provenienti da Milano. 

Raggiungere il Libano sulla carta è ancora possibile, ma l’ingresso agli italiani è vietato: i cittadini italiani saranno rispediti indietro; l’ingresso è consentito solo a cittadini libanesi o stranieri che abbiano un permesso di residenza nel Paese. Il Libano è solo uno dei tanti paesi che ha sbarrato le frontiere agli italiani. Analoga decisione è stata presa da Israele, Seychelles, Mauritius e Giordania, dalle isole pacifiche di Tuvalu, dalle Isole Cook, sempre nel Pacifico, e dal Kuwait.

Anche il ministero dei Trasporti ceco ha bloccato i collegamenti aerei tra la Repubblica ceca e le regioni italiane Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, dal 5 fino al 18 marzo. Le misure sono state prese in seguito alle raccomandazioni del Consiglio di sicurezza del Paese. A sospendere i voli da Milano e Bologna era già stata ieri la società aerea ceca Csa. Nella Repubblica ceca, intanto, i casi positivi registrati salgono a 5.

Si infoltisce anche l’elenco di chi impone o suggerisce una quarantena di 14 giorni per i passeggeri in arrivo dall’Italia o più specificamente dalle zone focolaio del nord (per indicazioni specifiche consultare il sito della Farnesina). Ultimi a introdurre la misura, già in vigore da giorni nel Regno Unito e in Romania, sono stati in varie formulazioni e con varie gradazioni di obbligo Macao (osservazione medica e isolamento a discrezione delle autorità locali), Panama (possibile invito a rimanere a casa per 14 giorni), Ciad (quarantena obbligatoria di 14 giorni), Malta (quarantena volontaria), Eritrea (quarantena in ospedale), Montenegro e Territori Palestinesi. Altri Paesi, come già deciso da molti Stati, hanno disposto monitoraggi rafforzati, ad esempio con il controllo della temperatura, la compilazione obbligatoria di questionari, la disposizione di desk di arrivo dedicati, per i passeggeri provenienti dall’Italia nei loro porti e aeroporti. E’ il caso di Messico, Malaysia, Nicaragua, Russia, Bielorussia, Cipro, Slovacchia, Sudafrica e Cuba.

La compagnia aerea Latam ha annunciato la sospensione provvisoria dei suoi voli tra San Paolo (in Brasile) e Milano, mentre le autorità brasiliane hanno adottato una serie di misure per prevenire la diffusione della malattia. «Stiamo osservando questa contingenza globale di salute pubblica e la decisione dell’azienda si basa, in primo luogo, sulla diffusione del virus in Italia e sulla caduta della domanda per la rotta in questione», ha affermato Gerome Cadier, ceo di Latam Airlines in Brasile. Sono sette i voli che collegano San Paolo a Milano ogni settimana e sono stati sospesi fino al 16 aprile. I due casi finora positivi in Brasile (un uomo di 61 anni e un altro di 32) hanno contratto la malattia dopo aver viaggiato in Lombardia. Entrambi si trovano in isolamento a San Paolo.

Sono sei, invece, i voli cancellati questa settimana dalla Russia per Rimini da parte delle compagnie Pobeda, Ural e Rossiya e le limitazioni proseguiranno almeno fino a metà mese. «All’interno di queste due settimane ci aspettiamo una riduzione del mercato russo prevedibile rispetto alla situazione particolare che si sta creando adesso», ha affermato l’amministratore delegato di Airiminum, la società che gestisce l’aeroporto di Rimini. Ad oggi non si ha notizia di passeggeri transitati per il Fellini risultati positivi al coronavirus e intanto proseguono i controlli con le rilevazioni della temperatura. «Le autorità russe hanno consigliato, se possibile, di evitare di volare in Italia – precisa Corbucci – Quindi noi, che in questo momento siamo fortemente operativi sul mercato russo, come tutti gli aeroporti italiani stiamo risentendo di questa decisione». Ogni anno più della metà dei passeggeri dello scalo romagnolo proveniva dalla Russia. Nel 2019 erano 210 mila e si stima che a fine 2020 cresceranno del 50%, epidemia permettendo. Nonostante un mese di marzo che chiuderà con una probabile flessione dei flussi per il Fellini, il numero uno di Airiminum guarda con fiducia all’estate: «Io sono molto ottimista sul fatto che nei prossimi giorni questa situazione possa ridimensionarsi, alla luce di quello che leggiamo e che vediamo in questi giorni. È evidente che se poi la situazione si aggrava…».

Ryanair ha ridotto il piano di voli a corto raggio, principalmente da e verso l’Italia, fino al 25% per 3 settimane. La decisione – spiega Ryanair in una nota – è stata presa dopo il calo significativo delle prenotazioni tra marzo e inizio aprile, dovuto al Coronavirus. La compagnia ha precisato di non vedere per ora un impatto concreto delle cancellazioni sulla guidance sui profitti di quest’anno e che “è troppo presto” per ipotizzare quali effetti il coronavirus avrà sugli utili dell’esercizio 2021. Contro la decisione di Ryanair si è scagliata Federconsumatori che ha definito la decisione «arbitraria» e «irrispettosa nei confronti del cliente». Essa, ha aggiunto Federconsumatori, « costituisce un atto inaccettabile in presenza di una grave problematica di salute pubblica».

Pure WizzAir ha messo il Nord Italia nella black List: la compagnia low cost ungherese ha sospeso il collegamento aereo fra Podgorica (nel Montenegro) e Milano fino al 2 aprile.

Persino la compagnia area asiatica Uzbekistan Airways ha sospeso i voli per Tokyo e Roma dal primo marzo. Tutti coloro che arrivano in Uzbekistan da paesi che hanno registrato casi di coronavirus saranno messi in quarantena per 14 giorni. Come riportato domenica, i voli regolari per Seul saranno temporaneamente sospesi nella stessa data. 

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martedì, 3 marzo 2020 - 17:45
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