Coronavirus, l’avvocato fa i colloqui coi clienti via Skype. Paipais: «Così tutelo la salute, ma ora misure per la categoria»

L'avvocato Gennaro Demetrio Paipais, Presidente dell’Unione Giovani Penalisti di Napoli

C’è chi ha preferito chiudere lo studio legale, sospendendo il ricevimento dei clienti e privilegiando lo smart working per le incombenze che, nonostante la sospensione feriale delle udienze, gravano comunque sul lavoro di un avvocato. E chi, invece, ha deciso ugualmente di lasciare aperta la porta del proprio studio ma in modo virtuale: da oggi si riceve via Skype. Accade a Napoli. L’idea è venuta all’avvocato Gennaro Demetrio Paipais, presidente dell’Unione Giovani penalisti di Napoli.

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Avvocato, perché la decisione di colloqui via Skype?
«Anche in questo periodo di crisi, le urgenze sono notevoli e molti clienti necessitano ricevere consulenze dai propri difensori. Pertanto, per la tutela della salute sia del cliente che del professionista ed in ossequio alle raccomandazioni nazionali e locali, lo strumento più utile penso sia quello del ricevimento a mezzo Skype»

Come funzionerà questa nuova modalità di ricevimento?
«Abbiamo previsto un ricevimento pomeridiano, previo appuntamento, o a mezzo Skype o a mezzo telefono con conseguente pagamento delle spese o degli onorari a mezzo bonifico bancario. Già da tempo soggetti apicali di Società si rivolgono al nostro studio legale chiedendo riunioni programmatiche telematiche e lo strumento, a mio parere, in questo particolare momento storico, può e deve essere ampliato a tutti i cittadini per la tutela della salute di ciascuno di noi»

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E’ un modo originale per provare a resistere. Ma basterà?
«Ritengo necessario che nei prossimi giorni, superato il picco di contagio che purtroppo in queste ore si sta registrando su tutto il territorio nazionale, il Governo debba affrontare le conseguenze economiche anche per i professionisti così come in gran parte già sta facendo per le imprese e per i lavoratori del Nord: si pensi al piano straordinario per un sostegno alle piccole e medie imprese e al rilancio del Made in Italy con lo stanziamento di oltre 716 milioni o allo stanziamento di tre miliardi e seicento milioni per rafforzare gli strumenti di emergenza con le casse integrazioni.

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Per gli avvocati, quali misure si potrebbero mettere subito in campo?
«I primi interventi potrebbero prevedere il pagamento immediato di tutti i patrocini a spese dello Stato arretrati e non ancora pagati e un fondo per le spese sostenute dai professionisti durante il periodo di crisi»

Per i penalisti e per gli avvocati è un momento economico complicato che va ad acuire una crisi che da tempo morde la vostra professione. C’è il rischio che soprattutto i giovani avvocati pagheranno il presso più alto.
«Occorre premettere che in queste ore il Governo, la Protezione Civile e i medici stanno prevedendo misure straordinarie a tutela della salute di ciascuno di noi. In materia di giustizia, da oggi fino al 22 marzo perdurerà la sospensione legale dei termini disposta per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali, salvo le eccezioni previste.  Pertanto credo che il breve periodo di sospensione incida seppur non eccessivamente, salvo che l’emergenza non si protragga ulteriormente al punto da obbligare i capi giudiziari a sospendere ulteriormente. Ad ogni, ripeto, è necessario che il Governo adesso intervenga al più presto con adeguate misure economiche a sostegno anche della categoria».

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martedì, 10 Marzo 2020 - 13:21
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