Coronavirus, iniezione per la Sanità: 50 milioni per le mascherine, requisizioni e stop al pensionamento dei medici

Mascherina Coronavirus
Le mascherine diventatate simbolo della lotta al Coronavirus (foto Kontrolab)

Sono diventati i nostri angeli custodi. Nelle loro trincee degli ospedali, dall’inizio dell’emergenza medici, infermieri e tutti i componenti del personale sanitario italiano stanno affrontando l’epidemia con un enorme sforzo professionale e personale, seppure in un quadro già complicato e a volte devastato: quello della Sanità Italiana. Il decreto ‘Cura Italia’ pensa anche alla Sanità ed ai lavoratori della Sanità che quotidianamente assistono, curano e sono a loro stesso a rischio contagio in una lotta contro il tempo e contro l’assenza di un vaccino per il Coronavirus. Arriva un’iniezione di risorse e di ‘poteri in deroga’ per aggiungere posti letto e personale, trattenere quello in servizio ad un passo dal pensionamento e mettere in giro nuove mascherine prodotte in Italia.

Una delle prime misure che consentirà, si spera, di fronteggiare con maggiori risultati l’epidemia in campo medico consiste nel potenziamento della Sanità, anche di quella militare; saranno dunque assunti 320 tra dottori ed infermieri con procedure di arruolamento straordinario. Si avranno 120 nuovi medici e 200 nuovi infermieri, la ferma durerà un anno. Sarà anche incrementata la capacità di ricovero nelle strutture militari, potenziando l’ospedale celio ed acquisendo due ospedali da campo, sei ambulanze per il biocontenimento, mascherine, guanti e farmaci.

Il capo della Protezione civile avrà il potere di requisire cliniche private, attrezzature e ambulanze private, per sopperire ad eventuali mancanze nel pubblico. Il Prefetto potrà requisire alberghi o altri immobili così da aggiungere nuovi luoghi per le quarantene, gli isolamenti e la sorveglianza post guarigione.

Sono previsti ulteriori fondi per gli straordinari di medici ed infermieri, con un aumento del valore orario degli stessi; in tutto sono stati stanziati con questo scopo 150 milioni di euro per le Regioni, con una procedura in deroga alle norme in vigore.

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Spunta anche un nuova norma, che si affianca a quella già prevista che prevede di ricorrere a medici ed infermieri pensionati: in mancanza di alternative, nel nuovo decreto si prevede che si potrà trattenere in servizio i dirigenti medici e sanitari, nonché il personale di ruolo sanitario anche in deroga ai limiti previsti dalle disposizioni sui pensionamenti. Durante l’emergenza, quindi, sarà congelata la possibilità di andare in pensione.

Per quanto riguarda la mascherine, sono previste due norme ad hoc: con una si stanziano 50 milioni di euro che gestirà Invitalia che le potrà erogare alle aziende italiane in forma di finanziamenti agevolati o a fondo perduto per consentire la produzione delle mascherine. La seconda norma prevede che siano prodotte mascherine chirurgiche in deroga alla normativa vigente.

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lunedì, 16 Marzo 2020 - 08:51
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