Alfonso e la laurea ai tempi del Coronavirus: «Discussione in salotto, poi il brindisi con mamma e papà»

alfonso bianco
Alfonso Bianco
di Bianca Bianco

Alle 15 era già tutto pronto. Il vestito, con una bella cravatta elegante, indossato per ben figurare davanti alla commissione, i genitori orgogliosi ed un po’ in ansia affianco, di fronte i professori, seri e compiti, determinati ad ascoltare la discussione sull’ “Economia irpina ai tempi del fascismo” e poi la gioia della proclamazione a dottore in Scienze Politiche. Quella che però Alfonso Bianco, 24enne di Sirignano (Avellino), ha dovuto affrontare non era una prova qualsiasi. Alfonso è stato infatti uno dei primi studenti universitari della Campania a laurearsi dal salotto di casa davanti ad un pc ed attraverso un software installato per l’occasione e che gli ha consentito di sostenere la seduta di laurea a distanza, nel rispetto delle misure contro il contagio da Covid 19.

«Una sensazione strana» ammette Alfonso, che è stato tra i primi iscritti all’Università di Fisciano a laurearsi ‘virtualmente’ e dal salotto di casa: il primo in assoluto tra quelli della Triennale; l’ansia c’era, ma mancava la classica tensione dello studente arrivato alla fine del proprio percorso di studi. L’idea di poter discutere a casa la tesi in Storia contemporanea su cui ha lavorato per mesi saccheggiando le emeroteche della provincia di Avellino lo ha un po’ tranquillizzato ma gli ha anche lasciato la sensazione di star vivendo un’esperienza irripetibile.

«Sì – dice Alfonso – è stata sicuramente una situazione particolare. Ma l’ho affrontata consapevole che stavamo agendo per la sicurezza di tutti. Non è stato un sacrificio, quello lo stanno facendo altri, come i medici impegnati in prima linea». Lui si è adeguato alle regole, come stanno facendo migliaia di studenti e docenti in tutta Italia in questo periodo in cui, seppur in quarantena, l’Italia deve continuare ad andare avanti.

E allora le Università cambiano i loro riti. In quella frequentata da Alfonso fino a ieri tutto era in dubbio: sedute virtuali o in aula magna ma senza parenti? Poi la conferma sul sito dell’Ateneo, la sessione di laurea si sarebbe svolta attraverso un software fornito dall’Università – si chiama MicrosoftTeam – con cui la commissione ha potuto esaminare i laureandi. «Prima ci sono state delle prove – racconta Alfonso – bisognava verificare se tutto funzionasse alla perfezione. Quando ogni dettaglio è stato messo a punto, ciascun candidato ha tenuto la sua discussione. La mia è durata 8 minuti, domande e risposte come fossi lì presente. La situazione era diversa, ma il clima era quello di tutte le sedute di laurea, grande serietà dei commissari e un pizzico di emozione da parte mia».

Per prepararsi alla grande giornata, Alfonso aveva anche acquistato un bel vestito elegante per celebrare degnamente quella tappa della sua vita. Quando ha saputo che avrebbe discusso on line non si è perso però d’animo: «L’abito l’ho messo lo stesso, ho sistemato il computer in salotto e tenuto con me i miei genitori, gli unici parenti che potevano essermi al fianco. E’ andata bene, avevo solo paura di distrarmi, di non avere la giusta tensione. Ma alla fine non ci sono stati intoppi».

Dopo la sua discussione, le comunicazioni si sono interrotte per permettere ad altri laureandi di svolgere la seduta. Conclusi tutti gli esami, la Commissione si è ritirata e dopo trenta minuti si è ricollegata per dare i voti. Per tutti i ragazzi collegati al computer è esplosa la gioia, una gioia ristretta tra le mura di casa e limitata ad un brindisi con mamma e papà.

«Avevo prenotato una festa, ho dovuto ovviamente disdire. Ma non importa, festeggerò quando tutto questo sarà finito, spero presto». Una speranza che va ben oltre il piccolo sacrificio di una giornata importante vissuta in quarantena: Alfonso ha un fratello che non ha potuto assistere alla sua laurea perché vive e lavora a Bergamo, una delle città italiane più colpite dal contagio. Forse, durante la sua insolita seduta di laurea, il pensiero sarà andato più volte a lui ed a quel piccolo, sopportabile sacrificio che non è nulla, proprio nulla, rispetto alle angosce di chi abita lì.

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mercoledì, 18 Marzo 2020 - 08:59
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