Il Coronavirus è un killer per maschi anziani e malati: i decessi di under 50 sono 36, più ‘forti’ le donne | I numeri

di Bianca Bianco

L’età media dei pazienti contagiati da Covid-19 morti in Italia è di 78,5 anni. Il dato emerge dal report dell’Istituto Superiore della Sanità aggiornato al 20 marzo. I decessi in tutta Italia sono stati finora 3200, il tributo più alto lo sta pagando la Lombardia in cui ad oggi hanno perso la vita 2175 persone, il 68% del totale italiano. Segue l’Emilia Romagna con 525 persone che non ce l’hanno fatta, e poi il Veneto (136). Nel Sud, è la Puglia la Regione che registra più morti (24) seguita dalla Campania (17). Questi dati non tengono conto di eventuali aggiornamenti intercorsi nelle ultime ventiquattro ore ma sono quelli su cui ha lavorato, a livello statistico, l’Iss.

Infografica dei decessi da Covid-19 per Regione

In base al dato nazionale fornito dall’Iss, emerge che le persone che perdono con maggiore incidenza la battaglia contro il Coronavirus sono gli anziani. L’identikit tracciato è quello di un maschio over 75 con patologie pregresse. Le donne infatti sono 942 (media del 29,4%) e di età più avanzata rispetto agli uomini; le pazienti decedute avevano in media 82 anni, i maschi 79. Inoltre l’età media dei pazienti deceduti positivi a Covid-19 è più alta di oltre 15 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione: 80 anni per quelli che hanno perso la vita, 63 quelli con infezione.

Al 20 marzo, erano 36 dei 3200 (1,1%) i pazienti deceduti di età inferiore ai 50 anni.
In particolare, 9 di questi avevano meno di 40 ed erano 8 persone di sesso maschile ed una di sesso femminile con età compresa tra i 31 ed i 39 anni. Di 2 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche, gli altri 7 presentavano gravi patologie pre-esistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità).

La tabella dei decessi per età (aggiornata al 20 marzo 2020)

Guardando ancora ai dati sulla mortalità da Covid-19, emerge che, sul totale sinora registrato, 1309 avevano tra gli 80 e gli 89 anni (884 uomini e 435 donne); 9 i morti che avevano tra i 30 ed i 39 anni ; 27 tra i 40 ed i 49 mentre sono 298 gli over 90 che hanno dovuto affrontare e perdere, alla fine della loro vita, la difficile battaglia contro questa insidiosa malattia.

La tabella dei decessi per età (aggiornata al 20 marzo 2020)

Questi pazienti sono arrivati in ospedale con chiari sintomi della malattia che sono poi quelli più comunemente osservati in generale; tra quelli più comuni, la febbre e la dispnea (la mancanza di aria). Meno frequenti la tosse, la diarrea e l’emottisi (la tosse con sangue). L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (96,5% dei casi), seguita dal danno renale acuto (29,2%), danno miocardico acuto (10,4%) e sovrainfezione (nuova infezione che complica il decorso di un’infezione pre-esistente) (8,5%).

Tabella dei sintomi più comuni

Tra i dati più interessanti, poi, quello che riguarda le patologie pregresse dei pazienti deceduti. In più occasioni, infatti, quando si dava conto della cronaca quotidiana delle morti, si sottolineava il fatto che si trattava di anziani «già malati». Un aspetto che non attenua il dolore per tante perdite subite dall’Italia, né allevia l’angoscia di chi lotta per arginare i contagi con i propri comportamenti quotidiani, ma serve comunque a dare un’idea di come, fino ad adesso, si è ‘comportato’ il virus, che si è insidiato nelle vie respiratorie di soggetti già provati da altre malattie finendo per diventare il ‘colpo di grazia’.

Tabella delle patologie pregresse

Nel dettaglio, tra le 3200 vittime del Coronavirus il 48% aveva più patologie; il 73,8% in particolare soffriva già di ipertensione arteriosa, il 33,9% di diabete mellito , il 30% di cardiopatia ischemica. Colpiti anche i pazienti ammalati di cancro e di fibrillazione atriale. Solo sei delle persone morte non avevano alcuna patologia. Tutti questi ammalati sono stati curati con terapia antibiotica, usata di più rispetto a quella antivirale e steroidea. In alcuni casi (oltre il 18%) sono state usate, inutilmente, tutte e tre le terapie.

Per quanto riguarda i ricoveri, sono stati stimati i tempi che trascorrono dall’insorgenza dei sintomi al decesso (8 giorni), dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (4 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (4 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso era di 1 giorno più lungo in coloro che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non venivano trasferiti (5 giorni contro 4 giorni).

I tempi medi di ricovero

Una strage  di anziani, anziani malati, anziani che dicono addio alla vita senza la possibilità di un contatto fisico con le persone amate, dietro un vetro, in solitudine e silenzio. La morta ai tempi del Coronavirus.

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sabato, 21 Marzo 2020 - 17:18
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