Coronavirus, la procura di Genova cambia il reato per chi viola i decreti: arresto e ammenda congiunta

La polizia verifica che un cittadino abbia l'autocertificazione per poter circolare in questo periodo di limitazione della circolazione delle persone per evitare contagi dal Coronavirus (foto Kontrolab)

La sola denuncia a piede libero e la consapevolezza che si potrà regolare la violazione pagando un’ammenda non superiore ai 206 euro rischia di vanificare, come già accaduto, i paletti pure imposti dalle numerose ordinanze regionali e in ultimo dal decreto del Consiglio dei ministro per vietare gli spostamenti da un comune all’altro se non per motivi urgenti e di necessità ed evitare l’afflusso di persone in strada.

Le oltre diecimila denunce elevate sino ad oggi in tutta Italia e gli esodi di massa dal Nord al Sud testimoniano quanto poco abbiano fatto breccia le conseguente dell’inosservanza del provvedimento dell’autorità (art. 650 del codice penale). E così dalla procura di Genova, che già nei giorni scorsi aveva manifestato tutte le sue perplessità rispetto a questo tipo di procedura sanzionatoria, arriva una disposizione che punta ad alzare il livello della ‘punizione’. Con una lettera inviata al questore, al comandante provinciale dei carabinieri, al comandante provinciale della Finanza, al comandante della polizia municipale e alla città metropolitana di Genova, il capo della procura di Genova Francesco Cozzi e l’aggiunto Francesco Pinto informano che d’ora in avanti chi verrà ‘fermato’ perché non in regola dovrà vedersi contestato non più il reato 650 del codice penale bensì la violazione dell’articolo 260 della legge 1265/1934 (Testo unico delle leggi sanitarie), ossia l’inosservanza dell’ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo. Questo articolo prevede la pena congiunta dell’arresto e dell’ammenda e pertanto la contravvenzione non è oblabile.

L’articolo 650 del codice penale prevedeva o l’arresto o l’ammenda, e dunque nella fase iniziale della contestazione si risolveva con una denuncia a piede libero. Quindi a Genova, da adesso in poi, vige una nuova ‘legge’ per chi violerà le disposizioni del decreto del Consiglio dei ministri. In base a questa novità, le forze dell’ordine dovranno anche disporre l’elezione di domicilio che, come indicato nella nota della procura, dovrà essere contestuale, oltre ad indicare il reato per il quale si procede.

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martedì, 24 Marzo 2020 - 16:41
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