Coronavirus in Campania: pochi tamponi e tempi lenti per i risultati. Kit rapidi bloccati in Cina, novità per le mascherine

Coronavirus

La Campania ha disperato bisogno di tamponi per i test sulla positività da Coronavirus. E soprattutto ha la necessità, invocata anche dal presidente della regione Vincenzo de Luca, di avere risultati rapidi di questi test, per non ingolfare i laboratori e non ostacolare l’opera dei sanitari.

A parlare sono i numeri, sottolineati anche dall’opposizione in Consiglio regionale. «Tamponi, tamponi, bisogna farne di più. La Campania è ultima in Italia – ha alzato la voce il capo del centrodestra in Campania Stefano Caldoro – Esperti e medici ci dicono che sono necessari per prevenire e curare ed allora bisogna passare dai circa 500 che si fanno ad almeno 2000 al giorno. Laboratori pubblici e convenzionati, enti di ricerca, possono essere coinvolti come avviene in altre Regioni. Più tamponi e più velocità».

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L’evidenza è nelle cifre fornite dalla sanità campana. La Regione ha sei milioni di abitanti, l’ultima conta dei tamponi, il 24 marzo, forniva un numero davvero minuscolo: 632 test faringei effettuati, solo cento in più rispetto al giorno prima. Dall’inizio dell’epidemia sono stati 8667, al ritmo di appena 550 al giorno. Ne servirebbero almeno mille al giorno, e soprattutto servirebbe che i laboratori fossero più veloci a dare gli esiti.

Nei giorni scorsi, dunque, la Regione ha varato un piano straordinario che coinvolge le Asl per aprire più laboratori cui affidare l’analisi dei tamponi; nove quelli finora autorizzati: all’ospedale Cotugno, al Moscati di Avellino, al Rummo di Benevento, al Sant’Anna di Caserta, al Policlinico della Federico II, all’ospedale di Nola (inaugurato ieri), all’istituto di zooprofilassi, al San Paolo di Napoli, al Ruggi di Salerno, all’ospedale di Aversa (Caserta). L’obiettivo è di arrivare a quei mille test al giorno e di ottenere i risultati prima della media di tre giorni sinora raggiunta. Uno sprint in questo senso potrebbe arrivare dal Cotugno che sta approntando un macchinario che consente di analizzarne fino ad 800 in tempi rapidi.

Un capitolo a parte per i kit rapidi, dei quali parlò proprio De Luca annunciando il loro acquisto, e le mascherine. I primi, reperiti grazie all’interessamento di Andrea Fasano di Harward, sono ancora bloccati in Cina. Per le seconde, pure carenti, le farmacie sono state autorizzate a ‘spacchettare’ le confezioni multiple per consentire la vendita singola.

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giovedì, 26 Marzo 2020 - 10:15
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