Coronavirus, tra gli ‘invisibili’ anche i 55 bambini che vivono con le loro mamme nelle carceri italiane

Cella Carcere

C’è una categoria di invisibili in questa emergenza Coronavirus. E’ quella dei bambini ‘reclusi’ con le mamme in carcere. Nove quelli che si trovano nella sezione femminile del carcere romano di Rebibbia, dove si è registrato il contagio di un medico. L’appello affinché si le donne vengano messe ai domiciliari o i bambini vengano affidati ai servizi sociali o ai familiari arriva dal segretario generale del Sindacato Polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo, che si è rivolto al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ed al ministro della Salute Roberto Speranza.

«Una situazione di grande inciviltà che si aggiunge – dice Di Giacomo – all’autorevole e recente denuncia del presidente Mattarella sulla mancanza di dignità in carcere. Al 29 febbraio scorso, sono 55 i bambini di meno di tre anni d’età che vivono in carcere con le loro madri, alle quali non è stata concessa, per decisione del giudice, la possibilità di accedere alle misure alternative dedicate proprio alle detenute madri».

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Ad essere recluse con i propri figli sono 51 donne, 31 straniere e 20 italiane. Per Di Giacomo: «Non possono essere i bambini a pagare la sempre più grave disattenzione dell’Amministrazione Penitenziaria che si manifesta in relazione alla crescente diffusione del contagio Covid-19 in tutte le carceri italiane. Questi bambini devono uscire subito- Tra le misure decise per ridurre il numero di detenuti secondo il decreto legge varato dal Governo la condizione dei bambini in carcere con le madri richiede priorità su tutti gli altri casi».

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domenica, 29 Marzo 2020 - 11:39
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