Rogo al Tribunale di Milano, riapertura con l’inagibilità dei piani distrutti

Tribunale di Milano

L’incendio al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano che sabato ha distrutto la cancelleria centrale dei gip si sta rivelando più grave del previsto. «La cancelleria centrale è distrutta», dice il presidente dell’Ufficio gip di Milano Aurelio Barazzetta. Parole che fanno eco a quelle pronunciate dal procuratore aggiunto Alberto Nobili: «Un disastro». Di ‘disastro’ hanno parlato anche magistrati e personale, che lavorano al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano dove hanno sede gli uffici della sezione Gip e del Tribunale di Sorveglianza. Sulle cause l’ipotesi per la quale si propende è quella di un «fatto accidentale, dovuto agli impianti elettrici vecchi e sovraccarichi », aveva spiegato il pm Alberto Nobili che guida gli accertamenti.

A far pensare alla causa accidentale anche il fatto che il monitor dedicato alle immagini delle telecamere del settimo piano è diventato nero per qualche secondo, venerdì 27 marzo. Un elemento che fa propendere gli investigatori verso l’ipotesi del corto circuito, causa di un calo di tensione che avrebbe appunto fatto saltare l’immagine per una manciata di secondi. Se il piano interessato dall’incendio è tutto distrutto, i magistrati sembrano però nutrire forti speranza sulla possibilità di recuperare i documenti nella cancelleria centrale. «A mio avviso è tutto recuperabile – ha rassicurato il gip Guido Salvini – Quelli bruciati sono fascicoli in transito, attività recente. In particolare sentenze, decreti di condanna e anche di intercettazioni, atti in uscita dalla procura. Tutte carte che dovrebbero essere state digitalizzate».

Intanto si pensa a come riaprire. «Le ipotesi che si prospettano vanno da una permanente inagibilità dei piani sesto e settimo ad un possibile recupero parziale del settimo piano, previa attività di bonifica delle zone non direttamente coinvolte dall’incendio, e ad un recupero di agibilità del sesto piano», si legge in una circolare del presidente del tribunale di Milano Roberto Bichi. «Ciò dipende dagli accertamenti – spiega – e dalle verifiche dei tecnici in corso, con riguardo – in particolare – all’impiantistica elettrica». Nella circolare di Bichi si legge ancora: «Comunque sia, si determina la necessità di una riallocazione di molti servizi, quindi di una redistribuzione dei locali e una diminuzione delle attuali disponibilità presso le zone interessate dal sinistro».

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lunedì, 30 Marzo 2020 - 17:53
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