Tirrenia, commissari sequestrano i conti di Cin. Onorato blocca i collegamenti con le isole e scoppia lo scontro col Governo


La ‘bomba’ è scoppiata ieri, passata un po’ sotto traccia perché l’emergenza sanitaria Coronavirus ha ormai monopolizzato, per ovvie ragioni, la narrazione giornalistica. I traghetti della Tirrenia, la nota società di navigazione fondata a Napoli nel 1936 e di proprietà dell’armatore Vincenzo Onorato, ha sospeso i collegamenti con la Sicilia, la Sardegna e le isole Tremiti. E l’ha fatto perché i commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria hanno disposto il sequestro dei conti di Cin (Compagnia Italiana Navigazione), società acquistata da Onorato nel 2015 e che attualmente svolge in convenzione con lo Stato il servizio di continuità territoriale via mare per le isole in base ad una concessione da 73 milioni che scade il 20 luglio.

La decisione dei commissari scaturisce dal fatto che vi è stato il mancato pagamento della flotta acquisita – per 180 milioni – nel 2012 dalla stessa Cin. Così i commissari (Gerardo Longobardi, Beniamino Caravita di Toritto e Stefano Ambrosin) hanno deciso di agire «a tutela dei creditori» assumendo un «rimedio indifferibile». Sono due, in particolare, le tranche di pagamento dovute dalla Cin e finora non saldate: una da 55 milioni e l’altra da 60 milioni.

Il provvedimento ha, dunque, spinto l’armatore Vincenzo Onorato a bloccare le corse a tempo indeterminato e a scagliarsi contro i commissari, definendo la decisione «irresponsabile». Dichiarazioni che non sono piaciute né ai commissari né al Governo. I primi, in una nota, hanno ribadito che il sequestro conservativo è per legge «un atto dovuto» e hanno stigmatizzato le esternazioni di Onorato: «Il tentativo di Cin di strumentalizzare a proprio favore il drammatico frangente in cui si trovano l’Italia e il mondo intero si commenta davvero da sé». Duro anche l’intervento del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli: «Per mesi Tirrenia non ha risposto alle richieste dei commissari e ora non può scaricare le responsabilità sulla politica». «Il presidente Onorato è stato convocato da me e dal Ministro Patuanelli per rendere conto del comportamento di un’impresa che deve gestire un’attività di trasporto di servizio pubblico con soldi pubblici. La pazienza ha un limite e il limite è stato superato».

La sospensione delle corse via mare rischia però di ripercuotersi fortemente sulle piccole isole che rischiano di ritrovarsi isolate. Il più preoccupato è il sindaco dell’Arcipelago delle Isole Tremiti, Antonio Fentini: «Se fermano le navi, qui si ferma la vita. La Tirrenia è la sola compagnia a effettuare, in questo periodo dell’anno, corse verso e da le Isole Tremiti». Non solo: «A bordo della Tirrenia vengono caricati beni di prima necessità, il carburante per la centrale elettrica e i container carichi di rifiuti», ha avvertito il sindaco. Tuttavia il Governo si è subito mosso per rassicurare per i sindaci: «In questa fase critica per il Paese, in emergenza COVID-19, attraverso l’operatività di altri armatori non ci saranno problemi di trasferimento delle merci, in particolare alimentari e farmaceutiche, e di collegamenti con la Sicilia, la Sardegna e le isole minori», ha assicurato una nota del Mit, aggiungendo che, in caso di particolari necessità o imprevisti, si attuerà un piano straordinario per tutti i collegamenti. Intanto per la Sardegna si attiva lo stesso Onorato, che per «un obbligo morale» verso l’isola cui è legata da più di un secolo la sua famiglia, ripristinerà quanto prima la tratta Civitavecchia-Olbia con una nave Moby.

Resta, tuttavia, da capire quali saranno le ripercussioni nell’immediato futuro sugli stipendi dei dipendenti della Tirrenia Cin.

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martedì, 31 marzo 2020 - 13:27
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