Coronavirus, la mina vagante della nave crociera che vuole attraccare a Napoli. De Luca: «Rischio focolaio, lo impediremo»

Porto Napoli

C’è un nuovo bubbone che rischia di scoppiare in Campania, in particolare a Napoli: quello della nave di Costa Crociere che ha chiesto di attraccare nel porto del capoluogo per quindici giorni. La nave con 781 persone a bordo, solo 113 italiani, proviene dalle isole Mauritius ed ha fatto scalo in India per poi arrivare nel Mediterraneo. Qui, ha fatto richiesta di attracco nel porto di Napoli.

Che questo sia un rischio palese e perché lo spiega il governatore della Campania Vincenzo De Luca: «Oltre agli italiani – afferma – sulla nave crociera ci sono soprattutto cittadini filippini i quali, per decisione del loro Governo, non possono fare ritorno nel loro Paese perché sono state chiuse le frontiere anche ai connazionali all’estero».

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Cosa accadrà dunque se si fa attraccare l’imbarcazione? Che si crei un «movimento ed un traffico di persone nel porto, cioè nel centro di Napoli, per due settimane con il rischio di avere altri focolai». L’attracco per due settimane, ribadisce de Luca «è impossibile, avremo fermezza».

Un altro attracco, stavolta nel porto di Salerno, è previsto nei prossimi giorni: un’altra nave crociera proveniente da Tunisi ma con a bordo solo italiani. «In questo caso – dice De Luca – i 105 connazionali dovevamo riportarli in Patria. Sbarcheranno lunedì, saranno controllati sulla nave sia a terra, saranno sottoposti ai kit rapidi, poi ciascuno potrà tornare a casa».

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venerdì, 3 Aprile 2020 - 17:27
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