Caso zone rosse nel Bergamasco, Conte fulmina Fontana: «Avrebbe potuto imporle lui, vuole scaricare la responsabilità»

(Foto Kontrolab)

Se i comuni di Nembro e di Alzano Lombardo non sono diventati ‘zona rossa’ su ordine del Governo è perché, quando ci si è resi conto dell’esplosione dei ‘focolai’, il contagio si era già esteso. E per questo motivo, sentiti gli esperti, si è decisi di adottare misure più restrittive non limitatamente ai due comuni del Bergamasco bensì a tutta la Lombardia. Ma ciò non toglie che il Governatore della Lombardia, il leghista Attilio Fontana, avrebbe potuto agire diversamente, assumere lui la decisione di blindare Nembro e Alzano Lombardo.

In conferenza stampa – trasmessa via Facebook – il premier Giuseppe Conte motiva le scelte del suo Governo dopo l’ampio e durissimo servizio di ‘Tpi’ col quale ci si interrogava sul perché nei due comuni del Bergamasco non si sia agito con la stessa rapidità e incisività di quanto fatto nel Basso Lodigiano. Conte spiega il percorso che è stato compiuto, i passaggi che hanno spinto il Governo a prendere misure per tutta la Lombardia (lui parla di «Lombardia zona rossa», ma in realtà tutti ricordano gli esodi e la facilità di muoversi per lasciare la Regione) e osserva: «Abbiamo preso questa decisione di scienza e coscienza. Poi arriverà il tempo dell’analisi».

Tuttavia una frecciata al governatore della Lombardia, il premier la scaglia: «Fontana avrebbe potuto decidere diversamente come è stato in altre regioni». Il riferimento è alla Campania, dove il Governatore Vincenzo De Luca ha elevato a ‘zone rosse’ ben sei comuni. Quindi prova a chiudere la partita con Fontana, che da settimane sta provando a scaricare ogni responsabilità sul Governo nazionale pur nella consapevolezza di non avere mai assunto una sola decisione se non quando troppo tardi: «Voglio precisa che non è polemica nei confronti di chi in questo momento vuole imputare o scaricare la responsabilità».

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lunedì, 6 Aprile 2020 - 21:12
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