Coronavirus, altri 636 morti: più di ieri. Richeldi: «Dati allarmanti ma calano i ricoverati in terapia intensiva»

(Foto Kontrolab)

Sono 636 le nuove vittime da Coronavirus che porta il totale delle persone decedute a 16.523 dall’inizio dell’epidemia. Lo ha comunicato Angelo Borrelli, capo della protezione civile durante la conferenza stampa per fare il punto giornaliero sull’andamento dei contagi. «Il totale delle persone attualmente positive è di 93.187 con un incremento rispetto a ieri di 1.941 pazienti, di questi 3898 sono in terapia intensiva» comunica Borrelli. «Quello che voglio evidenziare – afferma il capo della protezione civile – che per il terzo giorno consecutivo il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva è negativo, quindi c’è un alleggerimento di 79 pazienti nelle terapie intensive». Il totale dei guariti invece è di 22.837 unità, rispetto a ieri sera sono 1.022 in più. Sono 28.966 le persone ricoverate con sintomi. La maggior parte dei pazienti 60213 (pari al 65% del totale) sono in isolamento domiciliare senza sintomi e con sintomi lievi.

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Sono dati complessivi, ancora una volta, in chiaroscuro come spiega il professore Luca Richeldi, primario di pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma e del componente del comitato tecnico scientifico. Sul fronte della curva dei nuovi contagi, i dati di oggi – spiega Richeldi – «confermano il trend che abbiamo visto ormai da qualche giorno e certamente conforta nel vedere una efficace misura di contenimento della diffusione dell’infezione virale». Dunque sembrano dare ragione alle «misure di contenimento della diffusione dell’infezione virale». Guardando i dati su base settimanele «tra lunedì 30 marzo e lunedì 6 aprile e confrontando ad esempio il numero dei ricoverati, abbiamo una riduzione di oltre il 90%». Un trend confortato da un andamento molto importante, «quello dei ricoverati nelle terapie intensive. Il 30 marzo aveva un saldo positivo di 75 ricoverati. Oggi abbiamo un saldo negativo di meno 79. Quindi 79 persone sono state dimesse». «Questi miglioramenti – aggiunge Richeldi – sono gli effetti del contenimento implementato qualche settimana fa e che sono state prolungate fino alla data del 13 di aprile. L’avere riscontrato questo effetto ovviamente ci deve rapportare ancora di più nel mantenimento di queste misure».

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Sul versante dei decessi i dati restano allarmante. La curva è instabile. «Un trend un po’ meno forte – continua – si vede anche sui decessi questi decessi. Purtroppo si concentrano ancora per il 50% in un’unica regione che è Lombardia. Ma anche qui su base settimanale vediamo una diminuzione superiore al 20% anche nel numero delle vittime. Durante questa settimana sostanzialmente il numero è andato sempre calando anche se in misura meno significativa rispetto ai ricoverati. Ricordo che i decessi sono fotografano una situazione di pazienti che sono stati ricoverati qualche settimana fa e quindi hanno bisogno di tempo per calare in maniera più significativa».

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lunedì, 6 Aprile 2020 - 19:01
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