Case di riposo per anziani divenute focolaio, inchieste in tutta Italia: a lavoro i pm di Padova, Prato, Aosta, Benevento


I casi di anziani contagiati nelle residenze sanitarie o nelle case di riposo private non si contano più. Il bollettino cresce di giorno e giorno e, parallelamente, sta aumentando il numero delle procure della Repubblica che hanno deciso di avviare un’indagine per capire se effettivamente ci sono state delle irregolarità nella gestione di questa emergenza che ha mietuto vittime soprattutto nella popolazione più anziana.

Dopo le procure di Milano, Bergamo e Vercelli di cui abbiamo dato notizia ieri (leggi l’articolo cliccando sul link), è notizia di oggi che la procura di Padova ha aperto un fascicolo, modello 45 (senza indagati), su due decessi avvenuti nella casa di riposo gestita dall’istituto Configliachi di Padova. Gli anziani al centro della denuncia sono morti la settimana scorsa e le due famiglie denunciano opacità e poca chiarezza da parte della direzione degli istituti. Nei prossimi giorni gli investigatori faranno gli accertamenti che puntano a chiarire innanzitutto quale sia la causa della morte dei due anziani. Proprio ieri sono stati fatti i tamponi al Configliachi, sia nella struttura di via Chiesanuova che all’istituto Breda di Ponte di Brenta, entrambi sotto la medesima direzione, e sono stati trovati quattro positivi, un operatore e tre ospiti, immediatamente isolati.

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A lavoro anche la procura di Prato che indaga sui decessi e i contagi nella Rsa di Comeana, frazione del comune di Carmignano. Il procuratore Giuseppe Nicolosi – come riportato da ‘La Nazione’ – ha finora acquisito articoli di stampa e altre dichiarazioni in relazione alla Rsa che conta tra gli ospiti cinque decessi e altri 18 positivi e tra gli operatori 15 casi di contagio. Gli accertamenti sono finalizzati a capire cosa sia accaduto nella struttura. Il primo a risultare positivo a inizio marzo è stato un operatore. Sono stati poi accertati contagi in 8 degenti, il 16 marzo il primo decesso. A inizio aprile su 58 tamponi effettuati 28 i positivi, un bilancio che ha provocato l’ira dei sindaci e la richiesta che intervenisse la Asl. Quest’ultima ha poi istituito il 6 aprile una task force per garantire adeguata assistenza e tutela agli ospiti.

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Si muove anche la procura di Aosta: il pm Francesco Pizzato ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche dei pazienti positivi Covid e di quelli deceduti nelle ultime settimane nell’ospizio Père Laurent di Aosta. Al momento non risultano ipotesi di reato. L’attività investigativa si concentra sulle procedure per il contenimento del contagio adottate dalla residenza per anziani, di proprietà della diocesi di Aosta e convenzionata con la Regione, dove nell’ultimo mese sono morti 36 su 120 degenti e degli attuali ospiti 47 risultano positivi. Gli investigatori stanno anche confrontando le testimonianze dei sanitari e dei responsabili dell’istituto e del personale dell’Usl.

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Stesso scenario a Benevento, dove il procuratore Aldo Policastro ha già creato un pool che si occuperà di tutta l’attività di indagine che riguarda l’epidemia di coronavirus nel Sannio. Già il 31 marzo è stato aperto un fascicolo contro ignoti con l’obiettivo di definire eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza in alcune strutture sanitarie, pubbliche e private, come la casa di cura “Villa Margherita” di Benevento. Tutte le denunce e gli esposti con notizie di reato, sin dall’inizio dell’emergenza, vengono affidati allo stesso team, composto da altri due sostituti assieme allo stesso Procuratore. In particolare, sotto la lente della Procura di Benevento è finita la gestione dei primi malati risultati positivi nelle strutture sanitarie, ovvero pazienti, medici e infermieri.

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giovedì, 9 Aprile 2020 - 14:22
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