Il Coronavirus disegna una ‘nuova scuola’: doppi turni e classi smembrate, a lavoro gli esperti scelti dal ministro Azzolina

Ministro Lucia Azzolina

Un vero e proprio ‘Piano dell’Istruzione’: al centro della task force che il Ministero dell’Istruzione sta mettendo su, oltre ai passaggi necessari per il ritorno tra i banchi appena l’emergenza Coronavirus si sarà attenuata, c’è anche una «nuova scuola». Il ministro Lucia Azzolina ha affidato a Facebook gli obiettivi del tavolo degli esperti che lavoreranno accanto al Governo. «Daremo risposte puntuali. E trasformeremo la crisi in opportunità. Tutti ne hanno riscoperto lo straordinario valore, la sua enorme importanza. Abbiamo l’occasione di poterla rimettere al centro di un grande progetto di innovazione. La scuola rappresenta il nostro presente, ma anche il futuro dell’Italia», ha dichiarato Azzolina.

Le fa eco il viceministro Anna Ascani che mette in guardia da un rinvio eccessivo del rientro in classe: «Il pieno diritto allo studio ha bisogno, per essere tale, della presenza: su questo stiamo lavorando. Per quanto grande lo sforzo fatto sulla didattica a distanza, la scuola richiede una presenza che va ripristinata». E proprio stamattina si è tenuta la riunione con cui si è preso atto della necessità di un tavolo per riflettere su cosa avverrà quando l’epidemia si fermerà. Doppi turni, classi smembrate, nuove strutture: le ipotesi sono tante. «Serve attrezzare da subito spazi adeguati per permettere alle ragazze e ai ragazzi di sostenere gli esami di terza media e di maturità e garantire il diritto universale all’istruzione anche attraverso uno specifico accordo tra Rai e Miur che consenta a chi non ha connessione o device di seguire i programmi scolastici sul digitale terreste»: è la considerazione dell’ex ministro e parlamentare del Pd Valeria Fedeli.

E fino a qui tutto bene. I contrasti nella maggioranza sono sorti quando, durante il confronto, si è parlato di reclutamento e di concorsi scuola. «Chiediamo di valorizzare l’esperienza e i titoli dei docenti che lavorano nella scuola da almeno tre anni per evitare di arrivare a settembre con una mole di supplenti dopo un anno scolastico, quello in corso, molto difficile», dichiara Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana e componente della Commissione Istruzione. Non un’idea preconcetta né una «sanatoria» ma una posizione «dettata dalla realtà», spiega Fratoianni, per il quale «espletare i concorsi, in questo momento e nei prossimi mesi è oggettivamente impossibile». «Poi prevediamo delle verifiche prima dell’assunzione definitiva di questi docenti. I concorsi – conclude – si tornerà a farli, quando sarà possibile. In maggioranza si dovrebbe decidere insieme». Una posizione molto distante da quella del Movimento 5 Stelle, secondo cui i concorsi sono imprescindibili per l’assunzione. Intanto, per il prossimo anno scolastico i supplenti necessari saranno 200mila.

Qualche giorno fa Azzolina è intervenuta anche sull’aggiornamento delle graduatorie d’istituto richiesto dai precari. Un’istanza che «alle condizioni attuali» non è possibile accogliere perché gli aspiranti docenti per fare domanda dovrebbero presentarsi nelle scuole. «L’unica strada» per il ministro «sarebbe quella di accelerare sulla provincializzazione delle graduatorie, digitalizzando il sistema». Ma per farlo è necessario un regolamento. Un problema burocratico, dunque. «Lo avevamo inserito nel decreto scuola dello scorso dicembre, lì c’è la norma. Ma per attuare il regolamento, come ho spiegato in altre occasioni, serve una procedura molto lunga che richiede, per legge, una serie di pareri a vari organi di controllo. Col rischio quindi di non poter garantire un regolare avvio del prossimo anno. Anche perché – ha concluso – parliamo potenzialmente di un milione di domande».

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giovedì, 16 Aprile 2020 - 21:34
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