Coronavirus, 806 nuovi casi: la maggior parte sono in Lombardia. Registrate 482 vittime. Guerra: «Inevitabili nuovi focolai»

Coronavirus
(foto Kontrolab)

Se in molte regioni del Sud e in diverse regioni del Centro i nuovi casi di contagio oscillano tra 0 e 10, è ancora la Lombardia a segnare il più alto numero di nuovi contagiati. I casi registrati nella regione guidati da Attilio Fontana sono 761, la quasi totalità degli 806 casi che l’odierno bollettino della Protezione civile registra su scala nazionale. Scendono le nuove vittime in Italia. Rispetto a ieri i deceduti sono 482, e portano il totale a 23.227. Prosegue il trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva, attualmente sono 2.733, con un calo 79 pazienti in meno rispetto a ieri. Di questi, 947 sono in Lombardia, 24 in meno rispetto a ieri. Dei 107.771 malati complessivi, 25.007 sono ricoverati con sintomi, 779 in meno rispetto a ieri, e 80.031 sono quelli in isolamento domiciliare. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 44.927, con un incremento di 2.200 persone. Il totale delle persone che hanno contratto il virus è 175.925.

Dai dati della Protezione civile emerge che sono 34.195 i malati in Lombardia (761 in più rispetto a ieri), 13.584 in Emilia-Romagna (-1), 14.223 in Piemonte (+225), 10.444 in Veneto (-174), 6.470 in Toscana (-113), 3.412 in Liguria (-47), 3.172 nelle Marche (+15), 4.282 nel Lazio (+68), 3.045 in Campania (+18), 1.985 nella Provincia di Trento (-5), 2.694 in Puglia (+38), 1.403 ùin Friuli Venezia Giulia (-25), 2.171 in Sicilia (+32), 1.971 in Abruzzo (+29), 1.556 nella provincia di Bolzano (-26), 431 in Umbria (-63), 881 in Sardegna (+9), 832 in Calabria (+13), 549 in Valle d’Aosta (-58), 262 in Basilicata (-4), 209 in Molise (+1). Quanto alle vittime, se ne registrano 12.050 in Lombardia (+199), 2.965 in Emilia-Romagna (+62), 2.252 in Piemonte (+81), 1.059 in Veneto (+33), 618 in Toscana (+16), 897 in Liguria (+31), 795 nelle Marche (+10), 340 nel Lazio (+8), 300 in Campania (+7), 348 nella provincia di Trento (+6), 314 in Puglia (+7), 222 in Friuli Venezia Giulia (+2), 196 in Sicilia (+6), 253 in Abruzzo (+7), 239 nella provincia di Bolzano (+5), 57 in Umbria (+0), 86 in Sardegna (+0), 73 in Calabria (+0), 124 in Valle d’Aosta (+1), 23 in Basilicata (+1), 16 in Molise (+0). I tamponi complessivi sono 1.305.833, 61.725 più di ieri. Degli oltre un milione e trecentomila tamponi, oltre 624 mila sono stati effettuati in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

In Lombardia 199 decessi, i nuovi positivi sono 1246
Sale a 65.381 il numero di positivi al coronavirus in Lombardia, +1.246 rispetto a 24 ore fa. E’ quanto emerge dal consueto punto stampa di Regione Lombardia sull’emergenza sanitaria. Il numero dei decessi rispetto a ieri, invece, è di +199, per un totale di 12.050. In calo anche la pressione delle terapie intensive in Lombardia, -24, rispetto a ieri. Sale anche il numero dei dimessi +1.629 in 24 ore, per un totale di 42.342, mentre è di 255.331 il numero totale dei tamponi effettuati, +11.818 in 24 ore.

Milano resta la provincia dove si sono registrati più casi da coronavirus in Lombardia nelle ultime 24 ore. I positivi sono aumentati a 15.546 (+269, mentre ieri erano stati + 325). Milano città registra invece 6.421 casi (+95), mentre ieri l’aumento era stato +161. A seguire Brescia 11.758 (+191), Bergamo 10.629 (+39), Cremona 5.407 (+94), Monza 4.042 (+67). A Como 2.439 (+154), a Lecco 2.030 (+25), a Lodi 2.714 (+36), a Mantova 2.863 (+115), a Pavia 3.536 (+88), a Sondrio 937 (+71), a Varese 2.106 (+85).

Guerra (Oms): «Inevitabili nuovi focolai»
Saranno «inevitabili nuovi focolai» anche dopo la riapertura e questi dovranno essere individuati in tempi molto rapidi. Ranieri Guerra vicedirettore dell’Oms e membro del comitato tecnico scientifico, lo spiega durante un intervento a RaiNews24. »Serve rafforzare il controllo del territorio con controlli e tamponi a domicilio», ha aggiunto.

Per la «fase due» Guerra ha spiegato che «c’è stata una valutazione del rischio molto approfondito. Un’intensa discussione fra la commissione per la riapertura e comitato tecnico scientifico per capire quali siano le implicazioni per mettere in sicurezza i lavoratori, compreso nel momento della mobilità» in modo da tornare ad una struttura produttiva efficace il prima possibile.

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sabato, 18 Aprile 2020 - 19:04
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