La Campania riapre: ok alle consegne a domicilio per librerie, ristoranti, pizzerie, bar e pasticcerie ma con orari diversi

pizza

Lo aveva assicurato in occasione del suo ultimo discorso su Facebook, datato 17 aprile: «Se possiamo anticipare di qualche giorno (rispetto alla data del 4 maggio, ndr) la consegna a domicilio, lo faremo anche noi». E così è stato. A quasi una settimana di distanza dal discorso ai campani nel quale ribadiva la necessità di non abbassare la guardia anche con l’avvio della ‘fase 2’ ma assicurava un allentamento ragionato delle misure anti-contagio, il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca firma un’ordinanza con la quale segna un primo e piccolo passo verso la riapertura di alcune attività commerciali costrette alla chiusura per effetto non delle disposizioni del Governo nazionale bensì delle rigide ordinanze regionali.

Da lunedì 27 aprile le pizzerie potranno riaprire, ma solo per effettuare consegne a domicilio: in tal modo la Campania si allinea a quanto accade nel resto delle regioni, dove in questi ultimi 40 giorni nessuno ha rinunciato a ordinare una pizza e a consumarla a casa. Ma non solo: la Regione Campania dà finalmente il via libera a tutte le consegne a domicilio di cibi provenienti da bar e ristoranti, sanando così l’anomalia tutta campana.

Riaprono anche gelaterie e pasticcerie. Nonché librerie e cartolibrerie, che in tutto il resto d’Italia avevano già avuto l’ok del Governo nazionale salvo poi valutazioni diverse operate dalle singole regioni. Tutte le riaperture sono però condizionate ad un’unica regola: si potranno effettuare solo consegne a domicilio. Ma non è tutto. Con l’ordinanza regionale depositata oggi, vengono stabiliti anche gli orari di apertura per ciascuna di queste attività.

Bar e pasticcerie resteranno aperte dalle 7 alle 14. Pub, ristoranti, gelaterie e rosticcerie devono restare aperti dalle 16 alle 22. Orario limitato anche librerie e cartolibrerie: si lavora dalle 8 alle 14.

Le novità non finiscono qui. La Regione Campania si porta avanti con il lavoro e dispone delle limitazioni anche per il 25 aprile, il 26 aprile e il 1 maggio: tutte le attività commerciali, inclusi quelli che vendono beni di prima necessità (stiamo parlando di supermercati e botteghe), resteranno chiuse. Fanno eccezione le farmacie, le parafarmacie, le edicole e i distributori di carburanti. Chiuderanno, in questi tre giorni, anche i tabacchi ma funzioneranno i distributori automatici. La mancata osservanza a queste disposizioni sarà punibile con una sanzione amministrativa che va dai 400 euro ai 3mila euro. Se le violazioni sono commesse dai titolari delle attività commerciali, oltre alla sanzione scatterà anche la chiusura dell’attività da 5 a 30 giorni.

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mercoledì, 22 aprile 2020 - 15:20
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