Repubblica, Elkann licenzia il direttore Verdelli e segna il nuovo corso della Exor nell’editoria. Giornalisti in sciopero

Il giornalista Carlo Verdelli

Le minacce per le sue posizioni antifasciste, la doccia fredda del licenziamento e lo sciopero dei giornalisti in segno di solidarietà all’uomo che li ha guidati dopo il benservito dato a Mario Calabresi.

L’addio di Carlo Verdelli, il direttore meno longevo di Repubblica, si consuma tra le proteste del corpo redazionale e segna di fatto la nascita della nuova ‘Gedi’, che non è più nelle mani della famiglia De Benedetti ma in quella della Exor degli Agnelli. Oggi Repubblica non è in edicola. Il giro di poltrone, quelle che contano, voluto dalla nuova proprietà Exor (società controllata da John Elkann, quindi da casa Agnelli, che ha acquistato il 43,7% del gruppo Gedi) ha aperto il fronte di una tempesta.

Carlo Verdelli, promosso a direttore dopo il licenziamento di Mario Calabresi, se ne va: aveva assunto il timone del giornale fondato da Eugenio Scalfari appena un anno e due mesi fa. Su Twitter l’hastag #iostoconverdelli è diventato il modo per esprimergli solidarietà. Una solidarietà arrivata anche dal presidente della Federazione nazionale della stampa Beppe Giulietti, che ha criticato la tempistica della decisione di Elkan: «Se lo stile conta ancora qualcosa, la contemporaneità tra il licenziamento di Verdelli e le minacce ricevute è davvero infelice, sebbene causale». Ma evidentemente ai nuovi signori di casa Agnelli lo stile interessa poco. Preoccupava di più il tipo di linea che Verdelli aveva dato a Repubblica, spostandolo più a sinistra. Forse gli Elkann inseguono una linea più istituzionale.

Al suo posto arriva Maurizio Molinari, che sino a 24 ore fa è stato direttore de La Stampa, lo storico giornale degli Agnelli prima che gli Elkann facessero asso pigliatutto nel mondo dell’informazione. Alla guida del quotidiano torinese, invece, ci sarà un ex uomo di Repubblica, Massimo Giannini, che dopo la direzione di ‘Radio Capital’ torna alla carta stampata. Ma le novità non finiscono qui. La Stampa contestualmente perde anche Mattia Feltri, in organico dal 2005, che curava la rubrica ‘Il Buongiorno’ dopo il passaggio di Massimo Gramellini al Corriere della Sera.

Feltri è il nuovo direttore dell’Huff Post, un giornale online, pure questo adesso nelle mani degli Agnelli: l’Huff Post – che fine a qualche tempo era chiamato Huffington Post – è stato ceduto lo scorso dicembre al gruppo Exor. Proprio a seguito del cambio di guardia dell’editore, Lucia Annunziata – che ha tenuto la direzione dell’Huff Post per otto anni (sin dalla sua nascita) – ha rassegnato le dimissioni. Feltri, che è alla sua prima direzione, conserverà però la rubrica del Buongiorno.

Sullo sfondo della girandola di poltrone c’è il posizionamento degli Agnelli nel panorama editoriale. Ieri si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione della Gedi, società che oggi è editore de La Stampa, Repubblica, il Secolo XIX, 13 testate locali, il settimanale l’Espresso e altri periodici: il presidente è John Elkann, mentre Maurizio Scanavino è amministratore delegato e direttore generale. Hanno invece lasciato il cda Laura Cioli, Rodolfo De Benedetti, Francesco Dini e Monica Mondardini. Entrano come nuovi consiglieri Pietro Supino, Enrico Vellano e Turi Munthe. Confermati i consiglieri Marco De Benedetti, Carlo Persone e Giacaranda Caracciolo.

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venerdì, 24 Aprile 2020 - 13:19
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