Fase 2, Conte a confronto con Regioni e Comuni: dalle scuole agli investimenti pubblici, i temi della cabina di regia

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte (foto Kontrolab)

Strutturare la ‘fase 2’ tenendo conto anche delle richieste degli enti locali, vale a dire dei Comuni e delle Regioni. Ascoltare le istanze dei territori per poi stilare il piano della convivenza col Covid-19 a partire dal 4 maggio. E’ in corso in queste ore la cabina di regia tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i rappresentanti degli enti locali. Una cabina di regia a distanza: la video-conferenza è lo strumento usato per tenere al tavolo tutti i partecipanti osservando il rispetto delle regole di distanziamento sociale.

Tra i temi oggetto di discussione vi è anzitutto la riapertura delle scuole. C’è bisogno di «indicazioni certe per potere iniziare subito a riorganizzare gli edifici in linea con le indicazioni anti Covid 19 in modo da potere essere pronti per il nuovo anno scolastico», spiega il presidente dell’Upi Michele de Pascale che è tra i partecipanti alla cabina di regina insieme al vicepresidente vicario dell’organizzazione Stefano Macron e al presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese. «Siamo anche a piena disposizione per trovare soluzione sia per assicurare ai ragazzi maturandi la possibilità di svolgere le prove orali di persona, sia a ragionare su possibili esigenze immediate», conclude de Pascale.
Le Province chiedono anche «risorse per un Piano di investimenti di 2 miliardi su strade, ponti, gallerie e scuole superiori». Il tutto «con cantieri da aprire anche subito – dice de Pascale – quando le condizioni di sicurezza siano garantite».

Dall’Anci arriva, invece, la richiesta di «puntare decisamente e senza indugi per la ripresa degli investimenti pubblici sui Comuni e sulle Città metropolitane. I Comuni sono i principali investitori pubblici del nostro Paese con una capacità di resa delle risorse assegnate incommensurabile rispetto agli altri livelli di governo». In particolare i sindaci «chiedono poteri straordinari di natura commissariale per la realizzazione di opere di valore superiore a un milione e una decisa semplificazione delle regole in materia di appalti di lavori e servizi. Prevedere, inoltre un finanziamento autonomo della funzione fondamentale delle Città metropolitane in materia di sviluppo economico e produttivo attribuita dalla legge statale». Le richieste sono state fermate in una nota inviata dall’Anci dal governo in vista dell’incontro della cabina di regia. Firmato da tutti i sindaci delle città metropolitane a nome di tutti i primi cittadini, l’elenco delle richieste al governo prevede anche che «le eventuali risorse assegnate alle Regioni, oltre a quelle già attribuite con precedenti provvedimenti, siano vincolate ad attività strettamente legate all’emergenza quali acquisto Dpi per servizi essenziali e per popolazione, sanificazione uffici pubblici e spazi città, assistenza socio-sanitaria».

Un altro punto che mette tutti d’accordo è la certezza delle forniture di mascherine acquistabili ad un prezzo fisso e calmierato, considerato che nella ‘fase 2’ sembra essere scontato l’obbligo della mascherina quando si esce di casa.
Vi sono poi le proposte che riguardano le attività di ristorazione. C’è la volontà a consentire non solo la consegna a domicilio – come accade oggi – ma anche l’asporto: ossia dare la possibilità agli utenti di raggiungere ristoranti e pizzerie e portare via di persona il cibo da consumare a casa. Si dovrebbero allentare anche le misure sull’attività motoria. Il Governo potrebbe anche dare il via libera alla ripresa degli allenamenti per gli sportivi.

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domenica, 26 Aprile 2020 - 17:14
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