Fase 2, Conte riaccende i motori alle imprese e consente le visite tra parenti. Ma stop a scuola, parrucchieri ed estetisti

Conte

Si riparte ma a tappe. Tappe lunghe. E si riparte con una rosa di sofisticati protocolli di sicurezza da seguire soprattutto negli ambienti di lavoro e con un divieto perentorio: chiunque abbia difficoltà respiratorie e la febbre che supera i 37,5° C non dovrà uscire di casa. Il premier Giuseppe Conte scandisce il percorso della tanto attesa ‘fase 2’, rispondendo anche ai moltissimi interrogativi degli italiani rispetto alla riconquista di piccole abitudine finite in quarantena da quando è esplosa l’emergenza Covid-19.

Sarà possibile ricongiungersi ai propri cari, fare visita ai genitori o ai nonni. E soprattutto lo si potrà fare senza dovere giustificare il proprio spostamento anche se ci si allontana dal comune di residenza. La ‘fase 2’ allenta infatti il cordone dello spostamento, stabilendo nuovi perimetri di libertà: si potrà circolare all’interno della Regione, per recarsi in un’altra regione vi sarà bisogno di un’autocertificazione. Ma, attenzione, lo spostamento all’interno della Regione dovrà avvenire solo per i motivi di necessità, di salute e di lavoro, oltre che – e qui sta la novità – per fare visita ai parenti. Anche su quest’ultima ‘concessione’ pesano però una serie di limitazioni. «No a party privati», scandisce più volte il premier Conte. «No ad assembramenti», insiste. Tradotto: nessuno pensi di potersi riunire per braciate in giardino. C’è anche un’altra avvertenza che il premier enuncia: «Attenzione saranno visite mirate ma fatte con l’adozione di mascherine». E’ evidente che su questo punto giocherà molto la sensibilità di ciascuna persona che si ricongiungerà a un proprio caro, data l’impossibilità di verificare cosa accade nel chiuso di un appartamento.

Un’altra piccola concessione arriva anche sul fronte dell’attività motoria: sarà possibile concedersi una corsa anche allontanandosi da casa. Anche per le attività sportive arriva qualche allentamento delle misure: sì agli allentamenti degli atleti di discipline individuali, professionisti e non riconosciuti dal Coni, purché avvengano a porte chiuse. Per le discipline collettive, come ad esempio è il calcio, si dovrà attendere il 18 maggio.
Novità anche per i funerali: dal 4 maggio sarà possibile dare l’ultimo salute a un proprio caro, ma alle funzioni potranno partecipare solo i congiunti più stretti e per un massimo di 15 persone. Inoltre viene raccomandato alle singole parrocchie di svolgere, ove possibile, le funzioni all’aperto. Nulla cambia, invece, per le messe, per battesimi e matrimoni: sono vietate.

Si allenta anche il cordone per la vendita del cibo da parte delle attività di ristorazione: dal 4 maggio saranno autorizzate anche le vendite d’asporto (per ora si va avanti con le consegne a domicilio), ossia i cittadini potranno recarsi presso il locale desiderato, acquistare e portare a casa il cibo da consumare. Non sarà possibile consumare il cibo acquistato all’esterno del locale. E, inoltre, nel locale si entrerà uno per volta.
Nulla di più. Le scuole resteranno chiuse sino a settembre e l’anno scolastico terminerà con la didattica a distanza. Non solo: prima di tornare a mangiare in un ristorante o di consumare il caffè al banco occorrerà, se tutto va bene, aspettare il primo giugno. E occorrerà attendere il primo giugno anche per potere tornare dal parrucchiere, dal barbiere o per fare un salto in un centro estetico. «Queste sono attività che richiedono un maggiore contatto con le persone e quindi c’è bisogno di più prudenza», spiega Conte. Dal 18 maggio, invece, sarà consentito il commercio al dettaglio (quindi riapriranno anche i negozi), riapriranno musei, mostre e biblioteche. Questo sempre che la curva del contagio non torni a schizzare improvvisamente verso l’alto. Ecco perché Conte insiste nel raccomandare agli italiani di usare prudenza in questa fase di convivenza con il virus. Ed ecco perché si è stabilito un particolare protocollo di monitoraggio dei territori che prevede la possibilità di intervenire con l’istituzione di ‘zone rosse’ a macchia di leopardo. «Abbiamo predisposto un meccanismo elaborato in cui le Regioni dovranno con cadenza giornaliera informarci sull’andamento della curva epidemiologica e del sistema di adeguatezza del sistema sanitario regionale – spiega Conte – Questo ci consentirà di elaborare le situazioni critiche. Il ministro della Salute indicherà delle ‘soglie sentinella’ per intervenire se ci sono situazioni critiche e chiudere il rubinetto. Non ci possiamo permettere una situazione che ci sfugga di mano».

Sul fronte delle imprese, il 4 maggio segna la ripartenza di importanti attività produttiva: si riaccendono i motori del settore manifatturiero e delle costruzioni. Il Governo ha predisposto uno stringente protocollo di sicurezza sul posto di lavoro, allegato al Dpcm che sarà reso noto nelle prossime ore. E precisi protocolli di sicurezza dovranno essere osservati anche dalle aziende di trasporto pubblico. «Questo Paese non riparte se non puntiamo sulle imprese», dice Conte. Ed è in quest’ottica che il Governo sta preparando «un nuovo decreto, quello da 55 miliardi, dove abbiamo previsto più aiuti per tutti». Novità potrebbero arrivare anche per i liberi professionisti che hanno avuto accesso al bonus di 600 euro: il bonus potrebbe essere rinnovato in automatico. «Il nostro obiettivo non è avere più sussidiati, ma più occupati», aggiunge Conte. E’ in quest’ottica che si sta elaborando un piano per dare «sostegno diretto a chi ha meno di dieci dipendenti». Nè mancherà il sostegno al turismo, il settore più drammaticamente colpito dall’emergenza. In queste settimane si lavorerà per salvare, per quanto possibile, la stagione balneare sempre nel rispetto della sicurezza dei cittadini ma sulla lunga scadenza si dovrà pensare ad un pacchetto di misure di maggiore impatto per l’intero indotto. «Il Paese deve tornare a correre», conclude Conte.

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domenica, 26 aprile 2020 - 21:24
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