Coronavirus, protesta dei parrucchieri a Ercolano. Il sindaco Buonajuto: «Ingiusto bloccarli, scrivo a Governo e Regione»

I parrucchieri consegnano le chiavi dei loro negozi al sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto

Ieri la protesta di due parrucchieri di Padova che si sono incatenati nel loro negozio ed hanno girato un durissimo video-messaggio indirizzato al premier Giuseppe Conte. Oggi a Ercolano (in provincia di Napoli) un’altra singolare iniziativa dei parrucchieri per contestare la mancata riapertura delle loro attività nella ‘fase 2’.

I titolari dei saloni di parrucchieri e barbieri hanno consegnato le chiavi dei loro locali al sindaco Ciro Buonajuto. Una ‘resa’ simbolica. Decisa perché con il prolungamento dello stop al lavoro, molti di loro non riusciranno più a riaprire. Una ‘resa’ che spinge il sindaco di Ercolano a scendere in campo nel tentativo di tutelare gli interessi di una categoria duramente colpita: «Scriverò a Governo e Regione per chiedere che vengano messe in campo le misure per consentire la riapertura in tutta la regione di queste attività per la cura della persona con tutte le prescrizioni richieste dalla situazione sanitaria. A Ercolano e in tutta la Campania, in primis grazie alla collaborazione dei cittadini e al sacrificio di migliaia di imprese, si è riusciti ad arginare il contagio: un altro mese di chiusura totale significherebbe la definitiva cessazione per il 90% delle piccole attività», commenta il sindaco di Ercolano.

Per Buonajuto «imporre a queste attività di riprendere a lavorare tra più di un mese è ingiusto e insostenibile per delle imprese spesso monofamiliari che hanno nei loro negozi l’unica fonte di reddito». Di qui la promessa di dare voce alle loro istanze, anche tenuto conto del fatto che a Ercolano – così come in altri territori – il Covid-19 ha allentato la sua morsa e dunque non vi è una particolare soglia di allarme per la quale i parrucchieri e i barbieri dovrebbero continuare a restare chiusi: «Sono pronto a rappresentarli in ogni sede per chiedere che almeno in Campania, dove si registra un numero di contagi nettamente inferiori ad altre regioni d’Italia, vengano riviste modalità e tempistiche per la riapertura di queste attività. Si possono e si devono considerare tutte le possibilità per consentire ai saloni di riaprire, seppur rispettando rigide misure di sicurezza tese al contenimento del contagio».

Bonuajuto, dunque, si mette alla guida di una battaglia di civiltà: «Ne va dell’economia di tante famiglie, della tutela della legge e della salute dei cittadini. Già, perché a fronte di attività legali chiuse per un altro mese, in tutta la regione prosegue il lavoro di centinaia di abusivi che, nonostante l’opera di contrasto delle Forze dell’Ordine, continuano a girare per le case creando un danno all’economia legale e, soprattutto, un enorme rischio di carattere sanitario».

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martedì, 28 Aprile 2020 - 13:39
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