Napoli, parrucchieri e barbieri tagliano capelli in piazza: «Il Governo ci dia fiducia, si può lavorare in maniera sicura»

Protesta di parrucchieri e barbieri oggi a Napoli in piazza Borsa

Chiedono fiducia. La fiducia del Governo. Parrucchieri e barbieri vogliono ripartire, non il primo giugno ma il 4 maggio. Un altro mese di lockdown condannerebbe molti di loro a morte certa. E così scendono in piazza, con un’iniziativa simbolica, per rivendicare un concetto che questa mattina – in occasione della informativa del premier Conte alla Camera dei Deputati – è stato scandito da diversi deputati, anche di partiti diversi: fidarsi delle imprese sul fronte delle misure di sicurezza che saranno adottate.

A Napoli barbieri e parrucchieri (una piccola rappresentanza) si sono dati appuntamenti in piazza Borsa e qui hanno improvvisato un ‘salone’ all’aperto tagliando i capelli per rivendicare il diritto a riaprire. L’iniziativa è stata organizzata dalle associazioni ‘ Hair work team’ e Tricostyle. Esposto lo striscione con un messaggio eloquente: «Fiducia a chi tagli in sicurezza. No a chi di nascosto infetta. #diamo_un_taglio_all’illegalità». Con questa scritta se da un lato viene chiesto al Governo di dare il via libera alla riapertura, dall’altro lato viene evidenziato come si stia diffondendo il fenomeno dei ‘tagli’ a domicilio, attività consumata in dispregio alle normative vigenti in materia anti-contagio e viziata dalla sleale concorrenza. «La nostra – ha spiegato un portavoce – è una dimostrazione che, con le adeguate misure di prevenzione per noi e per i nostri clienti, è possibile lavorare in maniera sicura ed ridurre al minimo il rischio di contagio».

Barbiere e cliente, durante la protesta, erano infatti dotati i mascherine guanti e visiera parafiato. «Lavorare di nascosto e a domicilio aumenterebbe sicuramente per tutti il pericolo di contagio quindi bisogna aprire al più presto i nostri negozi. Oggi c’è esasperazione tra i colleghi molti dei quali non riescono neanche a provvedere al cibo per la propria famiglia e l’ipotesi di recarsi loro dai clienti diviene sempre di più una esigenza di sopravvivenza».

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giovedì, 30 Aprile 2020 - 14:35
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