Per la fase 2 prestiti a fondo perduto, detrazioni fiscali e incentivi per le vacanze. Ma con lo spettro del Pil al -10%

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Misure per i lavoratori dello spettacolo e del turismo, bonus alle famiglie disagiate per andare in vacanza nelle strutture ricettive italiane, finanziamenti a fondo perduto ad alcune imprese, sblocco delle risorse per gli appalti, provvedimento per bambini ed adolescenti. Nel corso dell’informativa alla Camera dei Deputati Conte illustra il nuovo decreto ‘economico’ predisposto dal Governo per intervenire sulle conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus. E per la prima volta, forse anche per le sollecitazioni ricevute negli ultimi giorni, nomina due categorie specifiche: i lavoratori dello spettacolo, ignorati di fatto dal primo decreto ‘Cura Italia’ ed i minori, che sembrano a molti una categoria invisibile alla maggioranza. Per i primi, dice Conte, è al lavoro il ministro Dario Franceschini che incontrerà una loro delegazione; per i secondi un insufficiente e retorico riferimento alle loro sofferenze ed al fatto che ci saranno provvedimenti economici di sostegno anche per l’acquisto di strumenti tecnologici ed un timidissimo riferimento alla riapertura di asili, nidi e ludoteche.

Poi il premier passa all’ossatura del decreto che prevede un nuovo stanziamento monstre per favorire tutte le categorie imprenditoriali e lavorative oggi in crisi. I più colpiti, gli addetti al turismo, saranno destinatari di misure tra le quali quella indiretta degli incentivi economici alle famiglie per andare in vacanza in Italia. O i commercianti al dettaglio, ‘vittime’ del lungo lockdown: «Riapriranno non appena l’andamento del contagio lo consentirà con protocolli specifici per la sicurezza».

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Le misure già intraprese (bonus, cassa integrazione, disoccupazione, indennizzi) saranno riprese, promette Conte, «per non lasciare indietro nessuno» e di pari passo con gli stanziamenti andranno le semplificazioni e sospensioni nel Fisco, riconoscimenti alle Regioni più colpite, la garanzia attraverso Cassa depositi e prestiti del pagamento dei crediti dei fornitori di appalti e prestazioni. Allo studio anche «uno schema di finanziamento a fondo perduto per le piccole imprese legato alla perdita di fatturato», detrazioni fiscali per lavori edili e di sostenibilità, finanziamenti totalmente coperti dalla Stato per riqualificazioni edilizie ed energetiche dei privati cittadini, risorse economiche per i disabili e non autosufficienti.

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Una serie di misure citate per sommi capi cui da scenario fanno però previsioni economiche a breve e lungo termine fosche: in base al Documento economico finanziario «il Pil dallo 0,6 subisce una contrazione significativa dell’8%, una previsione che sconta la caduta del Pil del 15% nel primo trimestre» e si prevede un rimbalzo con «una crescita del 4,7 nel 2021». Nel Def sono previsti anche scenari peggiori «con il rischio di una persistenza del virus» e questo porterebbe a una contrazione del Pil fino a -10,4%.

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giovedì, 30 aprile 2020 - 13:07
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