Torino, uccide il padre a coltellate. Chiama i carabinieri e confessa: «Ho difeso mia mamma»

Carabinieri

Una telefonata al 112. «Venite, l’ho ucciso»: Alessandro Pompa, 19 anni, confessa così l’omicidio del padre Giuseppe, operaio 52 anni. Alex l’ha colpito ripetutamente con un coltello, lasciandolo in una pozza di sangue nell’ingresso della casa dove la famiglia vice, in via Edmondo De Amicis a Collegno, in provincia di Torino.

E’ accaduto l’altro ieri sera ma ci sono volute diverse ore per capire cosa sia accaduto in quell’abitazione. E ci vorranno altre indagini, a cominciare dall’autopsia, per capire se Alessandro, suo fratello di due anni più grande e la loro madre abbiano detto la verità. Il ragazzo ha spiegato di essersi scagliato contro il padre perché questi stava picchiando la donna. E in difesa della mamma ha impugnato il primo coltello usato per colpire Giuseppe. Il primo, perché il ragazzo si è servito di ben quattro coltelli diversi. Alcuni si sono spezzati per la violenza dei colpi inferti. Ha spiegato che nonostante le prime coltellate, il padre non accennava a fermarsi. Dalle ricostruzioni degli investigatori è emerso un quadro famigliare difficile: il papà di Alex beveva spesso ed era geloso e possessivo nei confronti della moglie, al punto che i due figli spesso non uscivano con gli amici per non lasciarli soli. «Litigavano spesso», raccontano i vicini di casa, che sentivano le urla. L’altro ieri sera il culmine della vicenda, che ha scatenato la violenza del figlio per difendere la famiglia.

«In questo periodo di emergenza per il Coronavirus le richieste di supporto per conflitti famigliari sono aumentate. Viviamo in un momento complicato – spiega il sindaco di Collegno, Francesco Casciano – Gli sportelli psicologici e del Centro Donna sul nostro territorio sono sotto pressione in questo periodo. Da questa famiglia però, purtroppo, non abbiamo ricevuto segnalazioni. Bisogna sapere che in caso di bisogno ci sono luoghi dove si può chiedere aiuto». A carico di Giuseppe Pompa non risultano infatti denunce o segnalazioni di violenza: sembra che la famiglia fosse troppo spaventata per poter fare questo passo. Sull’accaduto indagano i carabinieri della stazione di Collegno e il Nucleo operativo del Comando provinciale dell’Arma, coordinati dal pm Fabio Scevola della procura di Torino.

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sabato, 2 Maggio 2020 - 08:00
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