Dl Rilancio, accordo trovato nella notte: sì alla regolarizzazione dei migranti e al taglio dell’Irap, sostegno anche per negozi

giuseppe conte
Il premier Giuseppe Conte (foto Kontrolab)

L’accordo è stato raggiunto. Nella notte. Come prevedibile, la maggioranza ha superato le divisioni sulla regolarizzazione dei migranti fortemente voluta dal ministro Teresa Bellanova e, dunque, da Italia Viva, e si è dato così il via libera all’approdo del ‘decreto rilancio’ in Consiglio dei ministri. Un decreto molto atteso, considerato che, nei fatti, stiamo parlando dell’ormai ex ‘decreto aprile’, quello da 55 miliardi, che il premier Conte aveva presentato come una ‘potenza di fuoco’. Proprio rispetto alle prime bozze del decreto aprile sono state apportate delle modifiche e introdotte nuove misure, il che ha costretto il Governo a rivedere la distribuzione della torta dei 55 miliardi.

Mentre infatti la somma disponibile è rimasta sempre la stessa, nel piano sono stati introdotti nuovi interventi, come appunto la regolarizzazione dei migranti ma anche il taglio dell’Irap. Il tema dei ‘migranti’ è tra quelli che ha maggiormente infiammato la discussione nella maggioranza: parte dei grillini si è detto da subito contrario, ma a spingerli a cedere alle istanze di Italia Viva è stata la ‘grana’ Bonafede-Di Matteo. Con la mozione di sfiducia avanzata dalle opposizioni, Italia Viva – che è ormai ago della bilancia in maggioranza – è andata allo scambio: sostenere il Guardasigilli in cambio del via libera sulla regolarizzazione dei migranti. Non è un caso, infatti, se proprio ieri la maggioranza ha fatto saltare la calendarizzazione della mozione di sfiducia. Iv, che da quando è scoppiato lo scandalo usa la tecnica del bastone e della carota contro Bonafede, ha lanciato il suo segnale distensivo e il Movimento Cinque Stelle ha risposto. Va anche detto che parte dei grillini erano e sono d’accordo con la regolarizzazione dei migranti.

L’impianto del dl rilancio, sottolineano fonti Dem, resta sostanzialmente invariato, con i due binari definiti dal Viminale per l’emersione del lavoro in nero e i permessi di soggiorno temporaneo ai lavoratori stranieri. Arrivano però, a quanto emerge, le rassicurazioni attese dal M5s con alcune modifiche, a partire da una precisazione ulteriore delle norme per escludere dalla sanatoria i datori di lavoro condannati per caporalato o reati come lo sfruttamento di prostituzione e immigrazione clandestina. Sul fronte economico, dopo i problemi emersi al tavolo tecnico in particolare sulle coperture della cassa integrazione, il ministero dell’Economia assicura che non ci sono problemi sulle risorse. Tra le varie misure arrivano 2 miliardi per gli interventi che consentiranno la ripartenza delle attività produttive e dei negozi adeguandosi alle norme anti-covid, circa 10 miliardi per ulteriori settimane di Cig e 4 miliardi e mezzo per il bonus autonomi, 12 miliardi di liquidità agli enti locali per il pagamento tempestivo dei propri debiti nei confronti dei fornitori, azzeramento dell’Iva per i dispositivi di protezione individuali, 500 milioni per colf e badanti, miliardi per il taglio dell’Irap e 6 miliardi per le pmi, 2 miliardi per misure fiscali, 2,5 miliardi per il turismo e la cultura, 5 per sanità e sicurezza.  Gli interventi sono economicamente imponenti e dal ministero dell’Economia assicurano che non vi è «nessun problema di coperture».

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mercoledì, 13 Maggio 2020 - 08:42
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