Inchiesta ex Cirio, 5 senatori chiedono la commissione d’accesso a Castellammare: «Verificare condizionamenti sul Comune»

Sandro Ruotolo

Commissione d’accesso al Comune di Castellammare «al fine di accertare l’entità di eventuali condizionamenti malavitosi degli organi amministrativi ed elettivi»: è quanto chiedono i parlamentari Ruotolo, De Petris, Errani, Fattori, Nugnes con il deposito di una interrogazione indirizzata al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per sollecitare l’invio della commissione. L’iniziativa scaturisce dall’inchiesta sull’area ex Cirio che ha disegnato una rete di accordi tra l’imprenditore Adolfo Greco e alcuni politici, locali e nazionali, per riuscire ad ottenere il via libera per la riconversione di quella zona ormai dismessa da tempo.

«Tutto gira attorno alla figura di Adolfo Greco, imprenditore già coinvolto nell’inchiesta madre denominata ‘Olimpo’ – sottolinea Sandro Ruotolo – con l’accusa per concorso esterno in associazione camorristica, per presunte collusioni con il clan Zagaria, e per estorsione aggravata. Penso e credo che sia doveroso attivare un controllo sull’amministrazione di quel Comune – evidenzia – le intercettazioni coinvolgono tra l’altro due parlamentari, il senatore Luigi Cesaro e l’onorevole Antonio Pentangelo, entrambi accusati di corruzione per aver manipolato la nomina del commissario ad acta per favorire il Greco e destinatari di un’ordinanza di arresti domiciliari». «Ciò che ci preoccupa e quindi ci ha spinto ad avviare l’atto ispettivo – sottolinea Ruotolo – è il delinearsi di un sistema esteso e trasversale che coinvolgerebbe imprenditori, politici, amministratoti, funzionari pubblici e colletti bianchi». «Ci sarebbe stato inizialmente il tentativo attraverso il consigliere regionale Mario Casillo, indagato per il reato di traffico di influenze illecite – ricorda Ruotolo – per aver assunto impegni con il Greco tesi al ritiro di emendamenti presentati dal gruppo regionale del PD contrari alla modifica della zona 7 del Put in cui ricade la stessa aera ex Cirio». 

«Ciò che colpisce negli atti dell’inchiesta di Torre Annunziata è il nome dell’assessore ai lavori pubblici e alle attività produttive del Comune di Castellammare Giovanni Russo definito una ‘pedina’ di Greco” – rileva Ruotolo – Allo stesso modo suscita quantomeno perplessità la tempistica e le procedure adottate dall’Amministrazione Cimmino su tutta la vicenda edilizia». Per tutte queste ragioni Ruotolo chiede che si faccia «chiarezza» al fine di «capire se l’intreccio politico-affaristico sia stato tale da alterare e condizionare la vita dell’Amministrazione di Castellammare» e accertare «l’entità e la portata dei fenomeni di condizionamento malavitoso degli organi amministrativi ed elettivi, nonché garantire la piena trasparenza e la corretta azione amministrativa dell’ente locale».

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venerdì, 22 maggio 2020 - 15:41
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