La prima occasione per replicare a caldo alle accuse che da una settimana lo tengono ai domiciliari e che hanno gettato ombre sul suo operato di magistrato, si presenterà giovedì. Il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo si prepara all’interrogatorio di garanzia fissato dinanzi al giudice per le indagini preliminari Antonello Amodeo del Tribunale di Potenza che ha spiccato l’ordinanza di custodia cautelare.
Venerdì scorso, sono stati interrogati dal gip Antonello Amodeo, l’ispettore di Polizia, Michele Scivittaro, e gli imprenditori baresi Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo: sono accusati in concorso con Capristo, difeso dall’avvocato Angela Pignatari, di tentata induzione indebita per dare o promettere utilità.
I cinque indagati – secondo l’accusa – avrebbero cercato in indurre un pm all’epoca in servizio a Trani, Silvia Curione (attualmente a Bari) ad aggiustare un processo. Capristo e l’ispettore Scivitarro rispondono anche di diversi episodi di truffa e falso perché – secondo l’accusa – Scivitarro risultava presente in ufficio e percepiva gli straordinari, ma in realtà stava a casa e svolgeva ‘incombenze’ per conto del procuratore.
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martedì, 26 Maggio 2020 - 17:50
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